La storia l’ha rivelata Conchita Sannino sulle pagine napoletane di Repubblica. Al Chiostro dei Girolamini di Napoli, nel cui complesso si trova la Biblioteca saccheggiata dall’ex direttore Massimo De Caro, finito in galera con l’accusa di aver prelevato e rivenduto centinaia di volumi antichi, si sarebbe dovuto svolgere una superfesta. Di quelle che fanno la felicità dei paparazzi. Era tutto pronto per il ricevimento di nozze di Stanislao Lanzotti, consigliere comunale Pdl, figlio dell’assessore regionale alla Cultura, Caterina Miraglia. Erano previsti 500 invitati. Ma il custode giudiziario del complesso seicentesco, Umberto Bile, alla fine ha fatto annullare tutto. A dispetto di un bonifico di 2000 euro per il canone d’uso del chiostro, peraltro versato dagli sposi solo cinque giorni prima del matrimonio. La festa si è svolta altrove.

Intervistato da Repubblica Napoli, Bile ha raccontato che con la precedente gestione, quella finita sotto inchiesta, gli sposi avevano stipulato un accordo verbale. “Niente di scritto, tutto a voce avevano fatto”. Il custode giudiziario ha cancellato il ricevimento per le ragioni di opportunità evidenti a chiunque ha nozione dell’indagine giudiziaria. E perché non si ritiene compatibile una cerimonia di festa con la tutela che si deve a questo bene. Ora, scrive Carlo Tarallo su Dagospia, gli sposi sono intenzionati a chiedere un maxi risarcimento danni.

Sarebbe una beffa se ci riuscissero. Sia perché questa vicenda lascia l’amaro in bocca ai comuni mortali che non hanno santi in paradiso per potersi sposare in un luogo così bello. Sia perché sono molte le domande rimaste senza risposta in questa vicenda di casta e di favori. Del tipo: siccome non c’era niente di scritto, a che condizioni il precedente conservatore, don Marsano (indagato) aveva concesso l’uso del Chiostro? “E il senso istituzionale dello sposo? E di sua madre”? (cit. Conchita Sannino). Infine: un comune cittadino figlio di nessuno è riuscito a utilizzare in passato il complesso dei Girolamini per la sua festa di matrimonio con un semplice accordo verbale? Se c’è si faccia vivo. E ci dica come ha fatto. Auguri agli sposi.

Il Fatto Quotidiano, 3 Luglio 2012