Quando va ai Consigli europei, il professor Monti si trova quasi in una situazione paradossale: è uno degli juniores del gruppo, perché c’è entrato neppure otto mesi fa; ma, con i suoi 69 anni, è pure uno dei decani. Tanto per dire, Jean-Claude Juncker, premier lussemburghese senza interruzione dal 1995, di anni ne ha appena 58. Il fatto è che l’Italia, da sempre, e con poche eccezioni, affida la propria guida, quella politica, più all’esperienza che all’entusiasmo. A noi il Professor pare un giovanotto perché, prima, c’era Berlusconi con i suoi 76 anni (ma divenne presidente del Consiglio la prima volta a 58 anni). La seconda Repubblica, ammesso che sia davvero tale, ha prodotto un solo premier ‘under 50’ (D’Alema, 49 anni nel 1998). Prodi, oggi 73, divenne premier a 57; Amato, oggi 74, a 62. Di che dare ragione a Cesare Prandelli, bravo ct, persona ammodo, classe juventina, che, subito dopo la disfatta di Kiev, scopre che la nazionale soffre perché l’Italia è “un Paese vecchio”, “con tante cose da cambiare”. Altro che l’America di frontiera dei fratelli Cohen, che non era, e non è, “un Paese per vecchi”: il nostro è un Paese con l’età media fra le più alte e dove i seniores, quelli ‘over 60’, sono più dei giovani, che, per fare massa, dilatano i loro confini ben oltre i trent’anni.

Ora, a parte il fatto che in campo a Kiev mica c’è andata un’allegra brigata d’arzilli nonnetti, ma 11 giovani presunti baldi; e a parte pure il fatto che vecchio non è necessariamente sinonimo di saggio ma neppure giovane è necessariamente sinonimo d’intelligente; la sortita di Prandelli è corretta. E, infatti, oggi Monti è il più anziano fra i leader dei Paesi fondatori dell’Unione europea: il presidente francese François Hollande, appena eletto, ha 58 anni, pur essendo un dinosauro della politica perché ne fa da sempre, anche se pochi, fuori dalla Francia, se n’erano accorti. Angela Merkel è coetanea di Hollande, ma è cancelliera tedesca da quando di anni ne aveva 51. Elio di Rupo, premier belga di origini italiane, è da poco alla guida del paese: c’è arrivato a 61 anni. Di Juncker, abbiamo già detto. Mark Rutte, olandese, ha 45 anni (ed è premier da quando ne aveva 43).

Fra i Grandi dell’Ue, il dato non cambia: Monti è il più vecchio. Il premier polacco Donald Tusk ha 57 anni ed è capo del governo da cinque; e lo spagnolo Mariano Rajoy ha pure 57 anni e s’è appena insediato. Con lui, la Spagna ha fatto una scelta controcorrente, dopo avere scelto nel ’96 un leader di 43 anni, José Maria Aznar, e nel 2004 uno di 44 anni, José Luis Zapatero. Il premier britannico David Cameron, conservatore, 48 anni, è un altro degli ‘under 50’ del Consiglio europeo; e il capo dell’opposizione laburista Ed Miliband, uno dei pochi politici occidentali in servizio permanente effettivo che ha la serenità di definirsi socialista, di anni ne ha solo 43.

Uno dice: Sì, va bene, ma in America è diverso: c’era Nonno Reagan, presidente dai 70 ai 78 anni; e poi Zio Bush, presidente a 65 anni. Bubbole: Barack Obama, 51 anni, divenne presidente a 48; prima di lui George W Bush, figlio dello Zio, fu eletto a 54; e ancora prima Bill Clinton a 46.

Nell’Ue, i Paesi Nordici hanno un serbatoio di giovani cui affidare le sorti del governo: lo svedese John Fredrik Reinfeldt ha 47 anni ed è premier dal 2006; la danese Elle Thorning-Schmidt ha 45 anni ed è premier dal 2011; e il finlandese Jyrki Katainen li batte tutti, perché ha 40 anni e divenne un anno fa.

Ecco, però, e torniamo a Prandelli, non è che giovane è necessariamente bello e buono, quella cosa che dicevano i greci (ma loro pensavano agli efebi). A parte l’ungherese Viktor Orban, oggi 49 anni, premier a 35, uno dei ‘cattivi’ d’Europa, capita che i giovani non siano affidabili: il professor Monti lo sta sperimentando. A 72 ore dal Consiglio europeo, Rutte l’olandese, quello in combutta con gli xenofobi anti-Islam, e Katainen il finlandese si rimangiano l’intesa sullo scudo ‘anti spread’: che Angela la tedesca abbia loro fatto l’occhiolino?

Il Fatto Quotidiano, 3 luglio 2012