Heinz Fromm, capo dei servizi segreti tedeschi si è dimesso. L’Ufficio per la protezione della Costituzione infatti è al centro di uno scandalo, in cui i servizi sono accusati di aver coperto una cellula neonazista che ha compiuto diversi omicidi di cittadini stranieri. Secondo fonti della Dpa, il ministro dell’Interno, Hans-Peter Friedrich, ha accettato le dimissioni del capo dell’Ufficio per la protezione della Costituzione. Queste saranno effettive dalla fine del mese.

La cellula neonazista è stata attiva nel periodo compreso tra il 2000 e il 2007, quando il gruppo, National Socialist Underground (NSU), avrebbe commesso l’assassinio di almeno dicei piccoli commercianti, greci e turchi, in Germania. Poi l’anno scorso uno dei componenti, Uwe Mundlos avrebbe ucciso un altro “camerata” Uwe Böhnhardt, per poi togliersi la vita. Pochi giorni dopo Beate Zschäpe, che con i tre formava il gruppo di fuoco si è costituito. Dagli uffici dei servizi però e tutte le informazioni in in loro possesso sui tre vengono fatte sparire nel nulla, per mano di un agente segreto. La polizia tedesca dopo aver interrogato lo 007 lo ha denunciato perché è convinta che stia tentando di coprire rapporti di collaborazione fra il suo ufficio e i neonazisti. I tre sembra siano stati informatori dell’Ufficio protezione della costituzione.     

I servizi segreti insistono che si tratti di una mela marcia, ma nel paese già nei giorni scorsi è scoppiata l’indignazione. Hartfrid Wolff del Libero Partito Democratico ha detto che si tratta di una conclusione e fatti “incredibili”, Clemens Binninger per la Cdu ha detto che un comportamento del genere legittima “ogni genere di teorie”, Petra Pau per la sinistra ha concluso che “Chiaramente l’Ufficio ha molto da nascondere”.