Gli Europei mi hanno convinto: a miei ragazzi, al posto di insegnare a tirare il pallone, nelle ore di motoria dovrò far imparare loro le regole del gioco, cosa significa essere tifosi e civili. In queste ore l’inciviltà del nostro popolo si è vista dopo la vittoria sulla Germania e a seguito della sconfitta con la Spagna. Il ragazzo 23enne che sventolava la bandiera con la svastica è solo uno dei tanti. Ancora più preoccupante farsi un tour in Facebook e vedere i commenti contro la Merkel: dalle parole contro il “culone” al “VaffanMerkel” a una serie di fantasiosi altri epiteti che non sono mancati nei confronti del Presidente del Consiglio Mario Monti una volta che abbiamo perso gli Europei.

Le fotografie postate con astio nei confronti dei tedeschi e qualche giorno dopo degli spagnoli non possono passare come una goliardata altrimenti non mi resterebbe che pensare che siamo tutti berlusconiani e che il Cavaliere in fondo non faceva nulla di male a fare le corna nelle fotografie ufficiali o a scherzare sulla Merkel.

I miei allievi in questi giorni hanno avuto una pessima lezioni dagli italiani che prima hanno messo striscioni vergognosi allo stadio contro Balotelli (ve li ricordate?) e ora lo hanno osannato riscoprendosi tutti interculturali grazie ad un goal.

Che cosa avranno imparato i miei ragazzi?

Da questi Europei avranno avuto una lezione di patriottismo fanatico e drogato: tutti a sventolare la bandiera italiana per poi dimenticare la storia dell’Italia.  Avranno capito che in nome del calcio si può fare e dire tutto contro l’avversario, contro un popolo. Ecco come siamo europei noi italiani.