Contraddizioni su quando ha conosciuto la giovane marocchina, su quando ha registrato il cellulare della ragazza nella sua agenda elettronica e su molti altri particolari. Nell’aula del processo Ruby in cui Silvio Berlusconi è imputato per prostituzione e concussione minorile va in scena la testimonianza di Michelle Conceicao, l’ex coinquilina brasiliana di Ruby che accorse con Nicole Minetti, la sera del 27 e 28 maggio di due anni, in Questura per farla rilasciare. Una deposizione molto attesa dopo che la giovane brasiliana aveva dichiarato all”Espresso di avere visto Ruby in intimità con l’ex premier a Villa San Martino. La donna però inciampa in molte contraddizioni. 

Prima la teste dice di avere conosciuto Ruby ad Arcore in occasione di una “cena elegante” un’ora dopo, assicura di non aver mai visto la giovane marocchina nella residenza brianzola di Mister B. E’ lo stessa Boccassini a contestare a Conceicao la sua presenza ad Arcore, introducendo il tema dell’intervista all’Espresso: “Le sue dichiarazioni sono contraddette dai dati documentali. Non è mai stata ad Arcore nelle notti in cui anche Ruby era ad Arcore. Chiedo che la teste venga ammonita perché sta dicendo il falso“. “Sono andata ad Arcore senza cellulare”, risponde la Conceicao, in difficoltà. “E allora come mai negli stessi momenti il suo telefono si spostava per Milano e faceva chiamate?”. Anche il giudice Giulia Turri ricorda alla donna l’obbligo di dire la verità e i rischi che corre. “Non è vero” ammette alla fine Michelle, e crolla rimangiandosi quanto dichiarato poco prima. “Non ho incontrato Ruby ad Arcore. L’ho conosciuta al ristorante”. I legali di Berlusconi avevano presentato tabulati che smentivano la sua presenza ad Arcore. 

Durante le indagini, la Conceicao aveva fornito ancora un’altra versione, spiegando di avere registrato Ruby come “troia” perché aveva scoperto che era andata a letto con il suo fidanzato Luca. “In realtà Ruby e Luca non si sono mai conosciuti”, dice oggi. “Perché – chiede la Boccassini – non ci disse durante le indagini che Ruby faceva la prostituta? “Ho provato a dirglielo, ma quando ci provavo lei dottoressa ribatteva, a lei interessavano solo Spinelli e Berlusconi. E poi Ruby era mia amica e volevo difenderla”. “Fare la prostituta in un paese democratico è una libera scelta“, obietta la Boccassini. Si parla anche della notte in questura tra il 27 e il 28 maggio 2010 quando l’ex premier avrebbe fatto pressioni per far rilasciare Ruby e affidarla alla Minetti. La Boccassini cerca di capire se nell’entourage di Berlusconi si sapesse che Ruby era minorenne. “Sapevate che era minorenne?, domanda. ” No”. “E allora perché lei, la Minetti e la Loddo siete andate in Questura per una che se la poteva cavare da sola?” “Io sono andata li come amica, sapevo che non aveva i documenti perché aveva subito un furto in corso Buenos Aires”.

La Conceicao spiega che Ruby diceva di essere mezza egiziana e mezza brasiliana. Allora, chiede la Boccassini alzando la voce, perché non parlavate in brasiliano che è la sua lingua madre? “Perché non sapeva il portoghese”. Perché ha registrato sulla sua rubrica il cellulare di Ruby come “Ruby Troia”? “Sapevo che Ruby lavorava cosi’. Mi aveva detto quello che faceva, che lavorava. Mi aveva detto che aveva 24 anni, era la sua vita privata”. Nella testimonianza della Conceicao, entra anche Giampaolo Tarantini, l’imprenditore pugliese già accusato di avere reclutato escort per le feste di Palazzo Grazioli che, secondo la Conceicao fu presente in sua compagnia anche ad una festa ad Arcore. “Tarantini e Berlusconi hanno parlato del mio problema, che avevo bisogno di aiuto economico. Poi si sono messi a parlare di politica”. Ho conosciuto Berlusconi nel 2008 ad Arcore – dice ancora la teste – ad una cena elegante e gli dissi: quando avrò imparato bene l’italiano mi piacerebbe fare politica. Li’ è nata una amicizia. E quando nel 2009 ho avuto bisogno di un aiuto mi ha fatto avere cinquemila euro”. “Chi fu a presentarla ad Arcore?”, domanda il pm. La Conceicao fatica un po’ prima di rispondere, poi dice: “Lele Mora“. “Perché neanche questo lo ha detto durante le indagini?” “Ho avuto paura”.

Il pm approfondisce il tema della notte in cui Ruby venne fermata e portata in questura, e la Conceicao, che da qualche tempo la ospitava a casa sua, intervenne per aiutarla. “Cercavo una persona che potesse dare una mano, mandare un avvocato“. Dopo avere provato senza riuscirci a parlare con Giuseppe Spinelli e con la consigliera regionale Nicole Minetti, spiega di avere mandato un messaggio a Berlusconi. “Mi ha risposto, io gli ho chiesto se si ricordava di Ruby e lui è stato molto vago, si e no. Io gli spiegai che ero in questura dove stavano arrestando Ruby. Mi arrivò subito dopo la chiamata di Nicole Minetti”. La Boccassini le contesta che anche su questo punto la teste sta dicendo cose diverse da quelle dichiarate durante le indagini, quando aveva negato di conoscere il ragionier Spinelli. Replica la Conceicao: “Non mi ero mai trovata in una situazione dl genere, davanti a un pm che mi faceva le domande. Ho avuto paura a dire che conoscevo queste persone. Ho avuto paura e non le ho detto che li conoscevo. E’ stato uno sbaglio, ritenevo di proteggerli”. Glielo avevano chiesto loro? “No, l’ho deciso io per paura, avevo paura della situazione in generale, non sapevo cosa poteva succedermi”.

Anche l’esame Roberta Bonasia, indicata per un certo periodo come la fidanzata di Berlusconi (“cene eleganti, normalissime, dove si ballava, si parlava e si beveva”. “Non ho mai visto girare una statuetta di Priapo con la quale alcune ragazze hanno simulato un rapporto orale”, ha spiegato, smentendo cosi quanto raccontato da altre due testimoni, Chiara Danese e Ambra Battilana), è stato interrotto da molte contestazioni. E proprio alla luce di queste testimonianze, i pm, forse per accelerare il processo e dunque la sentenza e ritenendo inutile sentire alcune persone, hanno deciso di rinunciare a circa 40 testi, tra cui diverse giovani come Iris Berardi, Alessandra Sorcinelli, Raffaella Fico, Eleonora Faggioli, oltre alla rinuncia per Fede. Boccassini ha inoltre spiegato che la Procura si riserva di rinunciare ad altri testi, tra cui la persona offesa, ossia Ruby. Su questa richiesta di rinuncia ai testimoni la difesa dovrà esprimersi nella prossima udienza e poi toccherà ai giudici decidere. Per la prossima udienza, fissata per il 9 luglio, sono stati citati come testimoni Nicole Minetti e Lele Mora, due degli imputati nel processo parallelo sul caso Ruby.

I pm hanno deciso di rinunciare all’esame di quarantina di testimoni, tra cui molte ragazze che avrebbero preso parte alle feste ad Arcore e anche a Emilio Fede come teste anche “alla luce dell’ultima testimonianza” ha spiegato la Boccassini. I pm stanno valutando anche la rinuncia a sentire la stessa Ruby.