Pensando che gli elettori indossino eleganti anelli al naso, lo staff di Luca Cordero di Montezemolo rende noto un mirabolante sondaggio (lo pubblica addirittura il Corriere) che colloca il nostro “leader del partito dei carini” al 20 per cento. Ma il 20 per cento di cosa? Di voti, di intenzioni di voto, di popolarità, di cachemire?

Un giorno Cossiga mi disse: “Il problema di Montezemolo è Montezemolo. Vuole essere qualcosa, ma non sa cosa”. Era il marzo di cinque anni fa e il suo specchio non gli ha ancora fornito una risposta plausibile. Fastidiosi fantasmi lo inseguono. Specie quello di certi assegni incassati quando era il pupillo di Gianni Agnelli, e Romiti, che lo aveva licenziato in tronco, non smette mai di raccontarlo: “Pescammo un paio di persone che pretendevano denaro per presentare qualcuno all’Avvocato.

Uno dei due l’abbiamo mandato in galera, l’altro alla Cinzano”. Ma se qualcuno lo ricorda, come fa Dagospia da qualche mese, lui è capace di chiedere 2 milioni di euro di risarcimento per “campagna diffamatoria plurisettimanale”.

Dice di avere “diritto all’oblio”. Il che suona strano per uno che impiega uno shampoo e un sondaggio al giorno per farsi ricordare.