Berlusconi all’attacco del governo Monti. Invidioso del successo di Grillo e ben conscio della morte del Pdl, sconfessando lo pseudo segretario Alfano e le già annunciate primarie,  pensa ad una serie di liste civiche da affiancare al partito, dirette da fedelissimi come Sgarbi, Santanché, Bertolaso, Calabria, Brambilla e sogna una nuova discesa in campo che gli spalanchi la via del Quirinale.

L’alba dorata di Crapapelata

Non ha poi tutti i torti il Cavaliere
nel voler ritornare quanto prima
visto che i tecnici oggi al potere
son stati grandi solo nella stima

del nostro appassionato Presidente
che a causa dello spread li ha nominati
con una azion che piacque al Continente,
ma non ha dato eccelsi risultati.

Un tot di tasse in più per gli italiani,
con preferenza per i poveretti,
l’approdo alla pensione un po’ più anziani
ed i lavorator meno protetti.

Tutto il resto è rimasto come prima:
Lorenza Lei dirige ancor la Rai,
per ladri e corruttor non cambiò il clima,
agli evasor promesse di gran guai,

ma sol con l’obbligo degli scontrini.
Litigi fra ministri com’è d’uso,
la scuola è quella ancor della Gelmini
e un ritorno al bavaglio non è escluso.

Comprar novanta caccia ancor ci serve,
si muore sempre in Afghanistan
e confermato abbiam, senza riserve,
coi libici il contratto dei padan.

Logico quindi appar che Berlusconi,
che con la nota generosità
fece posto ai campion della Bocconi,
voglia ridarci la sua libertà.

Bando ad Alfano, bando alle primarie,
bando ad un Pdl ormai in rovina.
Largo ai giovani, alle pasionarie,
ai delinquenti ancor non in guardina.

Largo agli imprenditori, ai piduisti,
agli avvocati d’ogni tipo e risma
ai Bertolasi ed agli animalisti,
col Pdl pronti a far lo scisma.

E il Cavaliere, ritornato arzillo
mettendo insieme tutte le neonate
civiche liste, farà il nuovo Grillo,
pronto a ricominciar con le minchiate.