Madonna-Lecciso? Il paragone è inevitabile.

Dopo qualche giorno, passato l’effetto “Madonna, che concertone!” in cui a parlare è la mia adoloscenza, mi trovo a riflettere sull’evento a cui ho assistito la settimana scorsa. Partiamo dal fatto che ho pagato il concerto 120 euro perché, colta dall’ansia di perdermi il biglietto, l’ho comprato da un sito internazionale e ho pagato un botto di tasse. Giunta davanti allo stadio con largo anticipo, mi rendo conto che i bagarini li vendono alla metà. Insomma, biglietto alla mano, mi avvio all’ingresso chiedendomi se il biglietto autentico sia il mio o quello del signore napoletano, da cui ne ho acquistato uno come regalo per un’amica, che come garanzia voleva darmi il suo cellulare aggiungendo: “Se vuoi ce bevimmo pure ‘nu cafe’”. Nostra Signora del Pop arriva con un discreto ritardo che io occupo chiedendo al gruppo di trans brasiliani di fare delle foto a me e al gruppo di milf bergamasche con cui mi accompagnavo (di cui faccio parte con orgoglio, per l’ala milanese).

Non vi basta il quadro? Aggiungiamo Madonna che entra dopo una performance coreografico/scenografico gotico/blasfemo, as usual. Viene presa per il suoi stivaletti firmati e sbattuta di qua e di là, tentando talvolta delle mosse troppo azzardate, da cui si rialza a fatica. Più che altro è questo che salta all’occhio: ballerini dalla fisicità irreale che la sbatacchiano, lei che tiene composto il boccolo e NON RIDE MAI. Sì, lei non ride mai. Questo mi ha fatto davvero pensare alla fatica. Poi c’è l’eterno conflitto con quella più giovane e brava di te, che prima dici di amare, poi temi profondamente e quindi eccola che canta “Express yourself” in medley com “Born this way” di Lady Gaga. Fosse solo questo il confronto… purtroppo a un certo punto arriva la performance piano e voce, con impietoso primissimo piano (ed è qui che l’occhio ampiamente tirato porta ad un’evidente somiglianza con Patty Pravo). “Like a Virgin”, tolta l’aria da Lolita e l’arrangiamento scanzonato, è davvero tremenda, tanto che tutti si aspettavano probabilmente lo scatenamento di fischi generali. Meno male che finisce con un sorriso quando il povero ballerino che avrebbe dovuto allacciarle il corpetto fallisce miseramente. Licenziato.

Cosa salvo? “Like a prayer” con coro gospel (ettecredo), i tamburai sospesi in aria (porelli) e una hola, grandissima hola, per il toy boy ballerino 23enne. Un concerto che sapeva di addio alle scene, io da fan in giovane età l’ho sentito tanto, ora che sono più matura. E con quest’ultima frase rido io.