Skip to content


Sei in: Il Fatto Quotidiano > Passate parola > Dal ‘momm...

Dal ‘mommy porn’ alle ‘Ragazze del porno’, ora l’hard è declinato al femminile

L'ultimo successo editoriale è di E.L. James con "Cinquanta sfumature di grigio", romanzo che ha sdoganato le "Bondage discipline dominance submission sadism masochism". Ma che il settore sia sempre più rosa lo testimoniano le tante iniziative nate per discutere una visione della sessualità oltre i generi

Dal ‘mommy porn’ alle ‘Ragazze del porno’, ora l’hard è declinato al femminile

Può un libro ridare passione a migliaia di relazioni parlando di latex e manette? Pare di sì. Sarebbe questo il segreto del successo – 10 milioni di copie vendute in tre mesi – di “Cinquanta sfumature di grigio”, romanzo erotico dell’inglese Erika Leonard, in arte E. L. James. Il 26 giugno esce in Italia, edito da Mondadori, “Cinquanta sfumature di nero”, secondo capitolo della trilogia che ha sdoganato le pratiche Bdsm – per chi non lo sapesse: Bondage discipline dominance submission sadism masochism- e che ha lanciato un nuovo genere letterario: il “mommy porn”, che, seguitissimo dal pubblico femminile, secondo Forbes ha dato pepe a tantissimi matrimoni negli States.

Non stupisce che a contribuire alla pornografia per donne sia, ancora una volta, una donna. Il porno pensato dai maschi, del resto, spesso lascia freddino il pubblico femminile. Ad esempio: è più eccitante un bel fattorino che suona alla porta o un bell’uomo che pulisce casa mentre tu vai alla spa?

Probabilmente (se sei una donna etero) il secondo. E’ quello che hanno pensato alla Cambridge women’s pornography cooperative (Cwpc), la società segreta di donne che pensano il porno per le donne. Nata nel 2005 per “ridefinire il modo con cui guardiamo al porno”, la Cwpc ha già all’attivo numerose pubblicazioni. Raccolte di fotografie ironiche, che immortalano uomini sexy che portano fuori la spazzatura, regalano fiori senza un perché e leggono tutte le istruzioni prima di iniziare a montare un mobile.

“Abbiamo chiesto a donne giovani, vecchie, ricche e povere: “Cosa ti eccita davvero tanto?”” fanno sapere le “giustiziere mascherate” del porno. Il risultato è stato un primo volume di scatti, “Porn for Women”. Un titolo ambizioso che sa di voglia di riscatto e che ha tenuto fede alle aspettative (almeno a quelle commerciali): 100.000 copie vendute nei primi 6 mesi. L’autrice degli scatti, Susan Anderson,  ha detto: “Il futuro del porno non deve essere nelle mani dei soli uomini”.

Domani a Milano, nell’ambito del Festival Mix di Milano, verrà presentato Amateurs, progetto di 11 cortometraggi erotici “il cui scopo è far emergere per la prima volta in Italia una visione della sessualità al femminile, che raccontino corpi e pratiche così come sono vissuti e visti dalle donne” come dichiarano le autrici, registe e artiste ideatrici del progetto, che si fanno chiamare Le Ragazze del porno. Il loro scopo? Riappropriarsi dell’immaginario porno in un’ottica non solo femminile, ma persino “no gender”, fuori da ogni genere.

Il porno, del resto, è sempre meno appannaggio maschile. Negli Stati Uniti, nei primi 3 mesi del 2007, ben 13 milioni di donne cercavano porno online almeno una volta al mese secondo i dati Nielsen/NetRatings). E i film hard per donne girati dalla regista Candida Royalle, ex attrice porno oggi presidente della Femme Productions (e autrice del volume “How to tell a naked man what to do” cioè “Come dire a un uomo nudo cosa fare”), vendono 10.000 copie al mese.

A tenere lontane certe donne dal porno, a volte, però, sono i paragoni con i corpi magrissimi e rifatti delle attrici hard. Ecco perché Violet Blue, l’autrice di “The Smart Girl’s Guide to Porn” (La guida al porno della ragazza intelligente) al pubblico femminile consiglia le serie Vintage Erotica, una collezione di porno girati tra gli anni ’20 e i ’50: corpi veri e “scene intense”, promette. Ma anche i film di Real people, real life, real sex series, in cui i protagonisti sono coppie reali. “Il regista Tony Comstock mostra com’è quando due persone che si amano fanno sesso. E’ bellissimo” spiega Blue.

A differenziare la scelta, poi ci si mette anche l’età del pubblico femminile: c’è un porno per ogni momento nella vita di una donna, secondo la Cambridge women’s pornography cooperative. Al generico “XXX Porn for Women” (gli scatti sono della californiana Gretchen LeMaistre), si sono aggiunti titoli più specifici come “Porn for Women of a certain age” (Porno per le donne di una certa età), “Porn for new moms” (Porno per neo mamme) e “Porn for the bride” (Porno per la sposa).

Giovanna "Nina" Palmieri

“La sessualità delle donne cambia nel corso della vita e probabilmente con essa cambiano anche le fantasie, i desideri”, commenta Giovanna “Nina” Palmieri, giornalista, autrice e conduttrice del programma tv Sex Education Show. “Se chi “fa il porno” ha deciso di sperimentare diversi generi dedicati alle varie età, evidentemente sa già che questa cosa funziona anche a livello commerciale”.

 Su di lei, ad esempio, ha fatto presa. “Mi piace l’ironia che c’è dietro l’immagine dello gnoccolone sexy che fa tutto quello che le donne desiderano “senza un perché”. E poi il fatto che questi uomini non siano mai completamente nudi secondo me è proprio “un pensiero da donna””, dice a proposito degli uomini di Porn for Women. Nina, però, di porno non è mai stata appassionata: “L’ultimo l’ho visto 15 anni fa ma era un porno “fatto da uomini per gli uomini”. In coppia è sicuramente divertente ma deve piacere a entrambi e invece spesso piace più a lui e molto meno a lei, soprattutto per l’immagine della donna sottomessa e poco vicina alle donne reali che viene restituita. Con il porno al femminile qualcosa cambierà anche nella coppia. L’unico dubbio è: come si fa adesso? “Guardiamo 5 minuti il tuo porno per maschi e 5 minuti il mio porno per femmine?”.

Poi c’è chi, come Lorella Zanardo, blogger de Ilfattoquotidiano.it e coautrice del documentario “Il corpo delle donne” e dell’omonimo libro edito da Feltrinelli, guarda i porno con le amiche e “muore dalle risate”. “La sessualità dei maschi è un po’ più semplice -spiega- senza offendere nessuno. Le donne sono un po’ più sofisticate”. Un esempio? “Un porno che inizia con l’amministratore delegato e la segretaria al lavoro e poi questi nella scena dopo fanno numeri pazzeschi, fa un po’ ridere. Non è che vogliamo i preliminari, ma qualcosa di più credibile. Una scena che aveva eccitato tantissimo le donne era quella di “Lezioni di piano”, non a caso un film girato da una donna” spiega Zanardo. “Lui uomo erotico, lei tutta vestita, capelli raccolti, calze nere pesanti. Basta che lui veda un buco nella calza, basta solo quel pezzettino di carne e si ha una scena erotica travolgente”.


Gentile utente, ti ricordiamo che puoi manifestare liberamente la tua opinione all'interno di questo thread. Ricorda che la pubblicazione dei commenti è sospesa dalle 22 alle 7 e che il massimo di caratteri consentito per ogni messaggio è di 1.500. E' necessario attenersi alla Policy di utilizzo del sito: evita gli insulti, le accuse senza fondamento e mantieniti in topic. Per alcuni giorni, a causa di ragioni tecniche, tutti commenti andranno in pre moderazione. Inoltre, chi posterà più volte lo stesso commento (anche se con parole diverse) verrà segnalato. Ti avvisiamo che verranno pubblicati solo i commenti provenienti da utenti registrati. La Redazione