Ferrara rinascerà grazie a un tweet. È la scommessa su cui puntano gli imprenditori locali per uscire dalla “crisi nella crisi”. La prima crisi, inutile dirlo, è quella provocata dal terremoto e dalla distruzione che ha portato con sé. La seconda, quella che ora fa più paura, ha mille volti. Che si chiamano allarmismo, desertificazione del centro storico, chiusura di imprese, disoccupazione. Ferrara, città patrimonio dell’Unesco, vive in un clima di grande incertezza.

I segni e le crepe lasciati dal sisma sui suoi monumenti simbolo si sono già fatti sentire su eventi di grande richiamo nazionale come la rassegna di rock indipendente di Ferrara sotto le Stelle (alcuni concerti cancellati altri spostati al Motovelodromo), o potrebbero farsi sentire su altri (il Buskers festival). Manifestazioni capaci di portare entro le mura estensi ogni estate centinaia di migliaia di visitatori. La città sembra sospesa nel vuoto, abbandonata dagli studenti universitari fuorisede, rientrati anzitempo, e  “tradita” dagli stessi ferraresi. Molti hanno preferito anticipare le vacanze. Altri diventare pendolari approfittando della seconda casa al mare.

Chi ne risente principalmente è il commercio. I negozianti lamentano cali del 50% nelle casse. Mancano i turisti e per una città che vive delle sue opere d’arte e dell’indotto che ne deriva è come sentirsi tremare la terra sotto i piedi. Eppure le strade sono tornate percorribili. I monumenti restaurati. Le chiese messe in sicurezza. Serve una leva per risollevare l’immagine della città e far dimenticare le immagini dei crolli che hanno fatto il giro del mondo.

La soluzione potrebbe essere dietro l’angolo. O dietro lo schermo di un portatile. La Confcommercio locale ha pensato di chiamare a Ferrara i più seguiti blogger europei per far visitare loro la città e constatarne il recupero. I loro tweet e i loro post diventeranno il più rapido ed efficace grido della voglia di rinascita di Ferrara. Una voce che si sentirà in tutto il continente.

È così che a luglio arriverà in città, ospitati dall’associazione di commercianti, una decina di blogger provenienti da paesi come Spagna, Inghilterra, Francia, Danimarca e Germania, ovvero le nazioni estere che costituiscono per il capoluogo estense il maggiore bacino dell’incoming turistico da oltralpe.

“La psicosi generata dal terremoto non ha colpito solo i residenti: la notizia del sisma ha fatto il giro del mondo e le strutture ricettive soffrono ora delle mancate prenotazioni – spiega il direttore Davide Urban -. Chiamare i blogger più influenti a scrivere e pubblicare on line le loro impressioni sulla città vuole essere un modo per raggiungere in maniera orizzontale milioni di potenziali turisti, e inviare loro un messaggio di fiducia e serenità”.