Barack Obama chiama Mario Monti per informarsi “sulle prospettive dell’eurozona a pochi giorni dal Consiglio europeo del 28 e 29 giugno”. Una nota di Palazzo Chigi spiega che la Casa Bianca “segue con attenzione l’impegno del Governo italiano per facilitare il consenso in Europa sulle politiche per la crescita e la stabilizzazione del mercato dei titoli di debito pubblico” e Obama ha anche chiesto “ragguagli al Presidente Monti sull’evoluzione recente del dibattito politico in Italia riguardo all’euro e sull’impatto sull’opinione pubblica”. A questo si aggiunge il cordoglio “suo personale e degli Stati Uniti alla famiglia del Carabiniere Scelto Manuele Braj che ha perso la vita in Afghanistan, reiterando il suo forte apprezzamento per il contributo che l’Italia sta dando in tale paese”. Lo rende noto un comunicato di palazzo Chigi.

In vista del summit europeo, il presidente del Consiglio rientra da Milano e sale immediatamente al Quirinale. A Giorgio Napolitano – insieme al ministro Enzo Moavero, al viceministro Vittorio Grilli e al sottosegretario Marta Dassù – illustra i nodi del vertice Ue e la posizione del governo per superarli. Dal Quirinale ottiene un rinnovato sostegno, sia in chiave europea che interna. Il capo dello Stato, come altre volte in passato, si augura che l’opera di risanamento e riforma dell’Esecutivo possa proseguire senza intoppi. Ottenuta la sponda del Colle, il capo del governo fissa gli incontri separati con i partiti della maggioranza. A cominciare dai vertici del Pdl. Li vuole vedere prima del summit di Bruxelles, perchè lo ritiene doveroso, ma anche per sondarne gli umori e le reali intenzioni in vista del dibattito parlamentare sulle mozioni di sostegno al governo in Europa. E per capire fino a che punto rischi l’esecutivo. Le fibrillazioni maggiori, in questi giorni sono arrivate dal partito dell’ex premier. 

Ma Monti è anche intenzionato a spiegare la delicatezza del momento, quanto sia cruciale il summit europeo, le difficoltà che si troverà davanti e le possibili soluzioni. Ed anche a smorzare eccessive aspettative, perchè se sulla crescita il risultato appare ormai scontato, sulla stabilizzazione dell’euro la strada è ancora lunga. L’incontro con Pier Luigi Bersani, ancora non fissato ma atteso prima del summit e dunque probabilmente domani, avrà lo stesso obiettivo, perchè pur se in misura diversa, anche fra i democrat le fibrillazioni non sono mancate in questi giorni. Mentre con Pier Ferdinando Casini c’è stata una telefonata ed eventualmente l’incontro ci sarà dopo il Consiglio europeo.

Ma a spiegare meglio come Monti intenda affrontare questa cruciale settimana è il comunicato con cui palazzo Chigi dà conto della telefonata con Obama: in cui si fa capire che Washington sostiene pienamente l’Italia non solo nello sforzo di ottenere passi avanti sulla crescita, ma anche in quello (ben più complesso) di stabilizzare l’euro. Un messaggio, neanche tanto velato, ad Angela Merkel. Mentre appare diretto a Berlusconi quell’altro passaggio in cui si spiega che Obama si è informato sul “dibattito” in Italia. Che l’attenzione e gli sforzi di Monti siano concentrati sul vertice Ue è evidente. “Siamo impegnati per ottenere qualcosa a breve, non possiamo rinviare alle calende greche!”, spiegano a palazzo Chigi. Anche sul fronte dello spread. L’obiettivo non è avere il via libera ad un meccanismo già nel summit Ue, sarebbe velleitario sperarci. Ma almeno che la dichiarazione conclusiva contenga la “presa di coscienza del problema e la volontà di risolverlo”. Il tutto stando bene attenti a non dare l’impressione di voler isolare Berlino. O almeno non ora: perchè a Bruxelles, persino nel governo, ci si attende un possibile “show down” se Frau Merkel dovesse ribadire i suoi ‘nò. E Monti, spiega una fonte dell’Esecutivo, al tavolo del Consiglio Ue non sarà certo solo.