Quando vinci una partita così, dopo 120 minuti di emozioni forti e di coronarie in subbuglio, di battute che facciano ridere ne vengono ancora meno del solito. E allora niente freddure, riuscite o meno, ma un supermegaultrapagellone degli Azzurri che ieri sera hanno eliminato l’Inghilterra.

Buffon 8
Protagonista ai rigori, dopo la partita arriva al collegamento con la Rai con un broncio che parte da Kiev e arriva a Varsavia e spiega che è contento ma anche “molto irritato. Ed è inutile spiegare perché”. In molti hanno pensato al caso scommesse, invece il portierone della Juventus era incazzato perché dopo la gara Napolitano ha chiamato Abete e non lui. Compagno di merende.

Abate 7
Ancora molti tifosi non hanno capito chi sia esattamente, ma l’anonimo terzino milanista spinge alla grande e contiene ancora meglio. Il ragazzo è così timido ed educato che quando ha dovuto abbandonare la partita per infortunio ha chiesto scusa ai 70mila di Kiev. Uno per uno. Low profile.

Maggio 6
Su quella scucchia ci si può apparecchiare e si pranza tranquillamente in sei. Ma forse è proprio il profilo aerodinamico a farlo volare sulla fascia. Alettone-munito.

Barzagli 6,5 e Bonucci 7
Quel facocero bruttino di Rooney non ha toccato palla. I due centrali hanno dominato e non hanno lasciato nemmeno un millimetro agli inglesi. Nemmeno al temuto Carroll, quel pennellone belloccio che piace alle donne (e che lui ama picchiare di tanto in tanto). Colonne.

Balzaretti 6
A guardarlo sembra un tronista qualsiasi: capello lungo legato, fisico aitante, depilazione totale. Manca solo il crocifissone sul petto ma fortunatamente è vietato dalle regole Uefa. Però poi inizia a giocare e ti accorgi che il compitino lo sa fare, e pure dignitosamente. Metrosexual.

Marchisio 6,5
Corre, tira, rientra. Il talentuoso Principe, giocatore azzurro più gay-friendly in assoluto, è un tuttofare. Versatile (a buon intenditor…)

Pirlo 8
Di ridere non se ne parla nemmeno, per carità. Ma ieri Pirlo ci ha tolto le castagne dal fuoco. Quel cucchiaio coraggioso e folle te lo aspetti da Totti o da qualche altro genio sregolato del pallone, non certo dall’Uomo Senza Emozioni. Evidentemente c’è vita sotto il pack. Ghiaccio bollente.

De Rossi 7
Fosse per i giornalisti di RaiSport, tutti romani e romanisti, sarebbe già Papa da anni. Anche quando sbaglia, e capita raramente, Gentili, Mazzocchi, Antinelli & co. sono capaci di farti credere che lo ha fatto apposta, perché pieno di talento. Ma er Canaro di Trigoria bravo lo è davvero e lo ha dimostrato anche ieri sera. Core de Roma.

Nocerino 6,5
E’ l’hipster della Nazionale. O il bear, se siete abituati a linguaggi più “specifici”. Barba lunga, stile indie anzicheno, Nocerino è un altro papabile Metrosexual. Scherzi a parte, bravo è bravo, bello è bello, non gli si può chiedere nient’altro. Sposato (giusto per avvertire Cecchi Paone).

Montolivo 5
Gioca decentemente ma poi tira fuori il rigore che manco Cabrini nell’82. Ci ha fatto temere il peggio e per questo, e per il naso che necessita un ritocchino veloce veloce, non si merita la sufficienza. Miracolato dal cucchiaio di Pirlo.

Balotelli 6,5
SuperMario ha tolto la maionese dalla testa (ora sostituita da qualcosa che somiglia terribilmente a un escremento di cane). Detto ciò, ha sbagliato troppi gol ma ha giocato una buona partita. Deludendo, così, tutti i giornalisti di RaiSport che per qualche strana congiunzione astrale sono schierati come un sol uomo contro il bad boy bresciano. Che se ne fotte, beninteso, e continua a essere se stesso. Genuino.

Cassano 5
Stare davanti a tutti, con quei debosciati di inglesi a marcarlo stretto, lo avrà inibito molto. L’uomo, si sa, non ama molto il contatto con lo stesso sesso. E allora, pur di staccarsi di dosso i nerboruti difensori britannici, ha deciso di giocare la peggiore partita di questi suoi europei. Fobico.

Diamanti 7
Lo vedi entrare in campo e ti sembra uno spacciatore d’erba di San Lorenzo (quartiere di Roma parecchio “de sinistra”). Con quella faccia un po’ così, quell’espressione un po’ così che abbiamo noi dopo un giro di canna e un concerto equo e solidale degli Inti Illimani. E invece il quasi-dred pratese trotta e segna persino il rigore decisivo. Kommunista così (immaginate Mario Brega, please).