Vittoria Italia: il cielo sopra Kiev si tinge d’azzurro. L’Italia domina contro l’Inghilterra di Roy Hodgson, crea almeno sei chiare occasioni da gol, ma deve aspettare i calci di rigore per esultare e brindare alla qualificazione alla semifinale di questo Europeo dove ad attenderla c’è la Germania di Joachim Loew, fresca di vittoria contro la Grecia. Decisivo l’errore dal dischetto di Cole il cui tiro è stato parato da Buffon. Era una partita da dentro o fuori e l’Italia non ha fallito l’obiettivo. Peccato aver sprecato occasioni a profusione ed energie fino al 120’ dopo una gara dominata dal primo all’ultimo minuto del secondo tempo supplementare. Per fortuna la spietata roulette dei calci di rigore, che spesso c’è stata fatale, ci ha portato fortuna. Ora sotto con i tedeschi. Comunque vada la squadra di Cesare Prandelli tra una settimana sarà tra le prime quattro Nazionali d’Europa. E pensare che gli azzurri avrebbero potuto chiudere la pratica molto prima, forte delle sei occasioni avute nei 90 minuti regolamentari, di cui almeno tre clamorose. Ma la porta inglese sembrava stregata e ci sono voluti i tiri dal dischetto per approdare ad una strameritata semifinale.

Il primo tempo è spumeggiante. Nessuna delle due squadre ha timori reverenziali nei confronti dell’altra. C’è rispetto, ma non paura e così viene fuori una prima frazione in cui entrambe le formazioni si affrontano a viso aperto. Fioccano le occasioni, ben otto, ma non i gol. Nel finale comincia il dominio dell’Italia che durerà fino al 120’ e sembra essere la serata di Balotelli, schierato nuovamente titolare da Prandelli dopo l’esclusione contro l’Irlanda, ma le sue polveri sono bagnate. Sui suoi piedi capitano ben tre occasioni, due delle quali clamorose, ma il risultato non si sblocca. Prima si addormenta a tu per tu con Hart esattamente come contro la Spagna e poi spara incredibilmente alto da due passi quando sembrava più facile segnare il gol che sbagliarlo. Nella ripresa la musica non cambia. L’Italia continua a dominare ma spreca troppo sotto porta mentre l’Inghilterra resta a guardare. Poi il forcing azzurro, complice la stanchezza, va pian piano scemando e la partita si trascina stancamente verso i calci di rigore. Decisivo l’errore di Ashley Cole che porta Diamanti a firmare il 4-2 finale.

Rispetto alla squadra che ha battuto l’Irlanda del Trap ci sono tre novità di formazione: Bonucci rimpiazza l’infortunato Chiellini e forma la coppia centrale con Barzagli, Montolivo gioca al posto dell’affaticato Thiago Motta alle spalle del duo d’attacco nuovamente formato da Balotelli e Cassano, coppia genio e sregolatezza. Il modulo resta un 4-3-1-2 con De Rossi al centro del campo insieme a Pirlo e Marchisio. Dunque il tecnico azzurro decide di affidarsi ancora ad uno dei giocatori più discussi di questa manifestazione, dandogli le chiavi dell’attacco dopo l’esclusione irlandese proprio contro la “sua” Inghilterra, il Paese che, a fatica, l’ha adottato dopo l’Italia. Ma l’ometto divenuto uomo, nonostante faccia ammattire la difesa british ha le polveri bagnate. Nonostante abbia tre occasioni, di cui due clamorose, non riesce ad essere decisivo negli ultimi undici metri. Le due squadre non si temono e danno vita ad una prima frazione spumeggiante. Comincia De Rossi colpendo un palo dopo tre minuti da distanza siderale ad Hart battuto. Risponde immediatamente Johnson che calcia a colpo sicuro da pochi passi: Buffon è miracoloso. Lo stesso difensore mette Rooney davanti al portiere azzurro, ma il suo tuffo di testa è disturbato da Abate e finisce alto sopra la traversa.

Poi comincia il Balotelli-show. Al 25’, dopo essere scattato sul filo del fuorigioco, si presenta a tu per tu con Hart ma poi si dimentica di inserire il turbo e si fa recuperare da Terry. Esattamente come contro la Spagna il “bad boy” sembra odiare i gol facili: mandano in tilt il suo talento. Sei minuti dopo prova a gonfiare la rete con un’improbabile sforbiciata appena dentro l’area di rigore, ma il numero uno inglese blocca in sicurezza. L’attaccante del Manchester City vuole lasciare il segno a tutti i costi ma senza fortuna. Cassano gli offre la palla del vantaggio su un piatto d’argento ma il suo tocco con la punta, ad un metro dalla gloria, finisce incredibilmente alto sulla traversa. Era più difficile sbagliarlo che realizzarlo. In mezzo Welbeck fa venire i brividi a tutta la panchina azzurra sfiorando l’incrocio dei pali con una bordata dal limite dell’area. Il primo tempo, nonostante le numerose occasioni, finisce 0-0.

La ripresa si apre esattamente come s’erano chiusi i primi 45’: l’Italia domina mentre l’Inghilterra, rintanata, resta a guardare. Gli azzurri continuano a creare tantissimo, ma peccano di cinismo sotto porta e non riescono a sbloccare la situazione. Pochi minuti dopo l’intervallo De Rossi, pensando di essere in fuori gioco, non riesce ad infilare Hart ad un soffio dalla linea di porta. Lo stesso portiere, al 7’, alza la saracinesca: prima si oppone al gran tiro di De Rossi dalla distanza, poi respinge il tap-in ravvicinato di Balotelli ed infine si deve arrendere al tocco ravvicinato di Montolivo. Peccato che la palla si spenga alta sulla traversa quanto tutta l’Italia aveva già le braccia levate al cielo. La porta inglese sembra stregata, mentre Rooney & C. non riescono mai a mettere la testa fuori dal guscio. Ultimo quarto d’ora: l’Italia è stanca, ha speso tantissimo. E allora Prandelli prova a darle una scossa inserendo Diamanti al posto dello stremato Cassano, Nocerino e Maggio al posto degli infortunati De Rossi e Abate. Ma il secondo tempo si chiude sempre a reti bianche, con un’occasione per parte. Prima il milanista prova a segnare il gol della vittoria al 43’ ma Johnson è un muro e devia il tiro in angolo; poi Rooney cicca il pallone in rovesciata e chiude di fatto i tempi regolamentari.

Si va ai supplementari con l’Italia che può recriminare per le sei occasioni da rete non concretizzate fin qui. Entrambi gli extra-time vedono l’Italia sempre protagonista. Quando tutti pensano già ai tiri dal dischetto, il milanista segna il gol della vittoria ma la bandierina si alza al cielo: fuorigioco e le coronarie degli italiani devono ancora aspettare prima di esplodere definitivamente. Succede quando Ashley Cole si fa parare il tiro da Buffon e subito dopo Diamanti si ritaglia un posto nella storia azzurra: spiazza Hart e fissa il risultato sul 4-2 per noi. L’Italia ottiene una qualificazione strameritata dopo aver dominato in lungo e in largo un avversario troppo remissivo ed impaurito. Ora giovedì, a Varsavia, ci aspetta la temibile Germania che ha spazzato via la Grecia con una facilità estrema. Ma anche noi saremo agguerriti. Sarà la partita più difficile del nostro cammino verso la Coppa dopo l’esordio contro la Spagna, anche perché i 120 minuti di questa sfida rischiano di pesare tantissimo. Prandelli non potrà contare su Maggio, squalificato, e molto probabilmente anche di De Rossi e Abate, usciti acciaccati. Le loro condizioni verranno valutate nei prossimi giorni, ma ora è tempo di festeggiare la qualificazione.