C’è mezza canzone italiana, festivaliera e d’autore, nel concerto che quel gran pezzo dell’Emilia dedica ai suoi terremotati. Orfani di Lucio Dalla, sul palco si alterneranno Francesco Guccini, Caterina Caselli, assente sul palco da 42 anni, Gianni Morandi, Laura Pausini, Zucchero, Ligabue, Beppe Carletti e quel che resta dei Nomadi, Samuele Bersani, Zucchero, Cesare Cremonini, Nek, gli Stadio, i Modena City Ramblers con Cisco, Luca Carboni, Andrea Mingardi. Tutto quello che l’Emilia poteva mettere in campo, a eccezione di Vasco Rossi, assente un po’ per convalescenza, un po’ per scelta e un po’ perché con la ciurma dell’Emilia ha sempre legato poco, uno che Bologna lo ha sempre poco venerato e guardato con superiorità, perché della Bologna dotta, lui che veniva giù dai monti di Zocca e rockeggiava tutto quello che la canzone d’autore non voleva ascoltare. “Non amo questo modo di far beneficenza, poco costoso e poco faticoso. – ha scritto su internet il Blasco, raccogliendo l’unico e inaspettato consenso da Vittorio Sgarbi – Penso si debba farla tirando fuori i soldi dal proprio portafoglio, senza troppo spettacolo e pubblicità”.

Diretta su Raiuno, un conduttore – Fabrizio Frizzi – che c’entra poco o niente, pescato tra quelli che probabilmente non erano ancora in ferie, lo show ha già raggiunto quello che si era impegnato a fare: raccogliere un milione di euro da versare alla gente che ancora vive accampata e con l’incubo del terremoto. Non importa granché se alla fine lo spettacolo sarà memorabile, non era questo l’obiettivo.

Sicuramente ci sono duetti imperdibili, come Caterina Caselli che, in pochi lo ricordano, ma fu tra quelle che scoprì un non ancora barbuto Guccini: canteranno insieme Per fare un uomo, pescata dal repertorio preistorico gucciniano. E ancora Guccini con i Nomadi, Morandi con Samuele Bersani, Laura Pausini con Cremonini, così vorrebbe una scaletta che potrebbe variare e che sicuramente prevede un gran finale tutti insieme.

E Laura Pausini da Solarolo, frazione di Faenza: “Vorrei ricordare le parole di un caro amico che sarebbe di sicuro stato con noi, Lucio Dalla: “Aspettiamo che ritorni la luce, di sentire una voce, aspettiamo senza avere paura, domani”. Di Lucio con Cremonini interpreteremo L’anno che verrà. Il terremoto non è solo fisico. Dalla mia terra ho preso il coraggio, lo spirito di avventura e di sacrificio, l’energia, la condivisione e la dignità. È un onore, un diritto e un dovere esserci. Come donna, come cantante, come cittadina italiana”.

“C’è bisogno delle istituzioni. La ricostruzione è un discorso articolato e complesso. La gente ha un futuro spezzato, ha bisogno di uno Stato che dica: noi ci siamo». Parola di Luciano Ligabue di Correggio, che sta organizzando un altro concerto, il 22 settembre a Reggio Emilia.

Le polemiche dovrebbero essere bandite. Intanto perché ci mette la faccia la Regione Emilia Romagna che offre il conto corrente dove si depositano gli incassi. Anche se qualcuno mugugna sul dispotismo Rai che blinderà la diretta del Live Aid emiliano, come se l’avesse acquistato in esclusiva. Nessuna videocamera, se non qualche telefonino clandestino a riprendere il concerto (e fin qui ci sta) ma nemmeno a registrare qualche bestemmia, un abbraccio, una carezza o una lacrima dal backstage (e qui ci sta molto meno).

Infine i diritti Siae che Samuele Bersani, con piglio da grande artista, tenne a precisare, venti giorni fa, in sede di presentazione ufficiale, verranno anch’essi devoluti in beneficenza.

di Emiliano Liuzzi e Davide Turrini