Aveva perso entrambi i seni a causa di un tumore e nonostante la prescrizione del medico, nella piscina pubblica di Seattle le negavano di nuotare in topless. Fino a quando il suo caso non è stato esaminato da una commissione etica e Jodi Jaecks, 45 anni, ha vinto. E ha raccontato la storia al quotidiano di Seattle The Stranger.

A marzo sceglie di nuotare per tentare di alleviare il dolore post operatorio della mastectomia bilaterale che aveva affrontato nel 2011 rispetto alla quale medicinali, fisioterapia e antidolorifici si erano rivelati inefficaci. Eppure la Medgar Evers Pool di Seattle non ha intenzione di assecondare il suo progetto di nuotare senza la parte superiore del costume perché il suo gesto “turba” le famiglie e i bambini. Ma la donna non può fare altrimenti, visto che il tessuto a contatto con la pelle irritava le cicatrici. Jaecks aveva cercato costumi da bagno anche per donne che avessero subito operazioni simili alla sua, ma erano tutti muniti di protesi. “Non ho il seno e non ho intenzione di fingere”, aveva detto. Quindi ha iniziato una battaglia contro la piscina pubblica per potere “nuotare senza provare dolore”. La sua storia ha iniziato a circolare in rete e i dirigenti della piscina hanno dovuto pensare a una commissione ad hoc composta da sopravvissuti al cancro, funzionari del comune ed esperti sanitari. Alla fine ha deciso di concederle un permesso speciale che la Jaecks, però, intende estendere a tutte le donne che avanzeranno la sua stessa proposta.

“La nudità non è illegale”, ha spiegato il sergente Sean Whitcomb, portavoce della polizia di Seattle. Prendere il sole come nuotare nelle piscine pubbliche non è da considerarsi contro la legge a meno che non sia “accompagnato da un comportamento che provochi allarme nelle altre persone”, ha aggiunto Whitcomb. Secondo il National Cancer Institute nel 2012 è stato diagnosticato il cancro al seno a circa 4.500 donne e circa la metà dovranno affrontare interventi di mastectomia. Di loro, secondo uno studio del 2008 della American Association of Plastic Surgeons, solo il 37% deciderà di sottoporsi alla chirurgia ricostruttiva.