Ora scendono in campo anche i registi. Marco Bellocchio, Bernardo Bertolucci, Matteo Garrone, Emidio Greco, Ugo Gregoretti, Carlo Lizzani, Citto Maselli, Giuliano Montaldo, Francesco Rosi, Nino Russo, Ettore Scola, Paolo e Vittorio Taviani firmano una lettere per sostenere la candidatura di Renato Parascandolo al Cda Rai per “il ricco bagaglio di esperienze maturate all’interno dell’azienda”. Parascandolo, già direttore di Rai Eductionale, autore tv e saggista, tra le altre cose anche autore della Enciclopedia Multimediale delle Scienze Filosofiche, viene così indicato al presidente della Vigilanza Rai Sergio Zavoli.

“Riguardo il rinnovo del Cda della Rai, apprezziamo e condividiamo le indicazioni emerse dalle associazioni, giudicandole di alto livello e in grado di rilanciare il servizio pubblico. Riteniamo che anche tutti gli altri nomi che emergeranno dalla Commissione parlamentare debbano rispondere a criteri di competenza e trasparenza perché da troppi anni il servizio pubblico è stato ridotto a oggetto di contesa politica senza nessun rispetto per la sua storia e la sua vocazione etica e civile. Il rinnovo del Consiglio di Amministrazione dell’azienda può essere (pur in assenza di un’ineludibile riforma strutturale) l’occasione di una benefica inversione di tendenza a condizione che vi accedano, come prevede la legge: ‘persone di riconosciuto prestigio, competenza professionale e notoria indipendenza di comportamentì, che abbiano acquisito nel campo della comunicazione ‘significative esperienze managerialì”. Pertanto, proseguono i registi, “se davvero si vuole introdurre un elemento di discontinuità, i futuri vertici aziendali non dovranno essere politici di professione o personalità ignare del complesso funzionamento di una grande industria culturale come la Rai, né tanto meno candidati il cui unico requisito sia l’”affidabilità” piuttosto che la competenza e il senso di appartenenza al servizio pubblico. Sono queste le ragioni che ci spingono a sostenere la candidatura di Renato Parascandolo, già Presidente di Rai Trade e inventore di Rai Educational (di cui è stato a lungo direttore) perchè possa mettere a disposizione della Rai e del suo rinnovamento il ricco bagaglio di esperienze maturate all’interno dell’azienda”.

Questa mattina Pierluigi Bersani, segretario Pd che nei giorni scorsi aveva scritto a quattro associazioni per indicare nomi della società civile, era ritornato sulla questione Tobagi-Colombo: ”Per ora sono riuscito a sollevare il problema, ora lo si capisce. E il prossimo giro cambiamo la Rai. Non ho mai detto noi non votiamo abbiamo sempre detto il Pd non nomina – ha sostenuto Bersani in un’intervista del team di Report sul Corriere.it perché in punta di principio su aziende industriali i partiti non devono nominare. Pensavamo di indurre la destra, il governo prima di tutto, a produrre una riforma. Si è fatta quella delle pensioni, si poteva fare anche questa. Quindi noi abbiamo detto non nominiamo la destra ha detto noi nominiamo lo stesso…”