Tiriamo il fiato. Dopo 12 giorni e 24 partite di emozioni senza tregua si è conclusa la fase a gironi degli Europei 2012. Siamo al giro di boa, da domani il torneo entra nel vivo con i quarti di finale. Per oggi soltanto, quindi, è tempo di bilanci e riflessioni. Parziali, certo. Perché è presto per cantar vittoria e incoronare le stelle di questo Euro 2012: l’uomo che è passato alla storia degli ultimi Mondiali, Iniesta, aveva trascorso il torneo in quasi totale anonimato fino al gol decisivo nei supplementari della finale. Ma di sicuro non mancano i delusi: in molti casi nomi illustri, cui l’iper-competitività di un torneo a sole 16 squadre ha già riservato una bocciatura senza appello. 

BOCCIATI
Partiamo appunto da chi ha fatto “flop”. E non possiamo iniziare che dall’Olanda: vice-campioni del mondo in carica e favoriti d’obbligo insieme a Spagna e Germania, gli Orange hanno chiuso il gruppo B a quota zero punti. Un vero disastro, per la squadra nel complesso e per tutti i suoi campioni: per Sneijder, che cercava il rilancio dopo una stagione di soli bassi all’Inter, e Van Persie, per cui la Juventus sarebbe pronta a sborsare oltre 30 milioni di euro; ma soprattutto per Robben, che ancora una volta ha deluso nel momento più importante.

Pollice verso anche per la Russia, protagonista di un clamoroso harakiri contro la Grecia, e per la Polonia: il gruppo A sembrava stilato a tavolino per favorire il passaggio del turno dei padroni di casa, che invece sono riusciti a rovinare tutto perdendo il match decisivo con la Repubblica Ceca. Certi treni nella vita passano una volta sola …

Male – e spiace dirlo – anche l’Irlanda di Trapattoni, che nel gruppo C si presentava con velleità da outsider ma si è rivelata la compagine peggiore dell’intera manifestazione, con 9 gol subiti e uno solo fatto.

Tra i fallimenti possiamo citare anche Zlatan Ibrahimovic. Ha segnato due gol in tre partite, vero. Ma la grande prestazione è arrivata solo ad eliminazione ormai sancita. E la sensazione è che non abbia saputo trascinare una nazionale che gli aveva affidato la fascia di capitano e che lui invece ha maltrattato, prendendosela con allenatore e compagni. Come suo solito, quando le cose vanno male… 

PROMOSSI
Tra i “top” di questa fase a gironi, invece, ci sono sicuramente due giovani talenti del calcio dell’Est Europa. Alan Dzagoev, trequartista russo del Cska Mosca, classe 1990, ha stupito tutti con 3 gol nelle prime due partite. Quotazioni schizzate alle stelle, voci di un interessamento dell’Arsenal. Anche se poi la Russia è stata eliminata, e proprio Dzagoev ha sbagliato all’ultimo minuto il gol qualificazione. Il calcio è strano… Identico bottino per Mario Mandzukic, il bombardiere croato che ha messo paura agli azzurri di Prandelli. Il suo Europeo è già finito ma di lui sentiremo ancora parlare: oggi gioca nel Wolfsburg, domani chissà.

Per il nuovo che avanza, il vecchio che non tramonta. Applausi a scena aperta per Andriy Shevchenko. La sua Ucraina non ce l’ha fatta, difficile far fuori corazzate come Francia ed Inghilterra. Ma la doppietta nel match inaugurale contro la Svezia, davanti ai 70 mila dello stadio Olimpiysky di Kiev, come se il tempo non fosse mai trascorso, resterà l’immagine più bella di questo Euro 2012. Quella partita era scritta per lui e i grandi campioni non mancano mai gli appuntamenti con la storia. A volte, come in questo caso, li aspettano anche per anni.

A livello di squadre, invece, l’impressione maggiore l’ha destata la Germania. Troppo forte per essere vera: 9 punti in un girone di ferro con Olanda e Portogallo, una rosa profonda per qualità e quantità. Merito di Mario Gomez, che è riuscito a confermarsi anche in nazionale scacciando l’ombra ingombrante di Klose, e si candida ora al titolo di capocannoniere. Ma merito soprattutto di Matt Hummels: il difensore del Borussia Dortmund sembra voler riscrivere la lunga tradizione teutonica dei centrali di difesa, da Beckenbauer ad Aughentaler, passando per Sammer e Kohler; grazie alle sue grandi doti tecnico-atletiche la Germania potrebbe aver fatto davvero il salto di qualità definitivo. Nota di elogio, infine, per Grecia e Repubblica Ceca: ripetere le imprese del 2004 e del ’96 sarà quasi impossibile, ma già essere arrivati ai quarti è un successo insperato. 

RIMANDATI
Il primo dei rimandati è anche il più forte giocatore europeo, Cristiano Ronaldo, fenomeno da quasi 70 gol stagionali. Fin qui un Europeo in chiaroscuro: magico contro l’Olanda, irriconoscibile nel fondamentale match con la Danimarca. Che i suoi compagni hanno vinto senza il suo apporto: adesso sta a lui dimostrare di saper essere decisivo anche nelle partite che contano.

Euro 2012 attende CR7 come gli altri suoi campioni: Rooney, squalificato nelle prime due partite e già in gol nel debutto con l’Ucraina; Iniesta e Ribery, vivaci ma ancora a secco. Tutti, forse, aspettano il momento giusto per un ingresso in scena in grande stile.

E poi ci sono gli squadroni vari, ancora in fase di rodaggio: Inghilterra e Francia, entrambe non del tutto convincenti, la prima per aver combinato poco e niente nello scontro diretto, la seconda per il clamoroso 0-2 rimediato dalla Svezia. E persino la Spagna, in sofferenza contro la Croazia e graziata dalle sviste dell’arbitro Stark.

E l’Italia? Rientra appunto in quest’ultima categoria: bruttina ma qualificata in un girone difficile, il giudizio per ora è in sospeso. Un po’ come per quella che doveva essere la sua stella, Balotelli: fino al gol nei minuti di recupero della partita contro l’Irlanda il suo Europeo era stato a dir poco disastroso. Adesso Supermario e gli Azzurri sono di nuovo in sella. E domenica sera a Kiev ci sarà l’Inghilterra: è l’esame inappellabile che un’intera nazione attende con ansia.