torre faro milano operai protestaDopo 140 giorni Stanislao Focarelli ha deciso di scendere dalla torre faro di Milano per proseguire la protesta lungo il binario. La vicenda dei licenziati dei treni notte rimane quindi aperta nonostante il ripristino di alcune tratte. Le carrozze letto partono tutte da Milano, ma nessuno dei ferrovieri del capoluogo potrà lavorarci. In compenso, è stato offerto loro di imparare a pulire i bagni. Costo delle lezioni oltre 4 mila euro al giorno per due unici partecipanti. Claudio Odierna, 31 anni, è uno degli iscritti all’iniziativa per la quale sono stati investiti complessivamente 150 mila euro per la “riqualificazione professionale di personale addetto alle operazioni di pulizia e decoro”, 35 giorni fra teoria e pratica, partecipanti previsti 60, ma nella realtà due per un unico giorno di corso voluto da Regione Lombardia, Trenitalia e Rfi. “Ma alla fine poi ci prende qualche azienda per lavorare?” aveva chiesto Claudio. “La Regione ci paga per fare il corso, se poi verrete assunti e per quale altro scopo noi non lo sappiamo” gli è stato risposto.

Oltre al corso farlocco ora spunta anche la nota dei sindacati che rivolgendosi ai ministri Passera e Fornero scrivono: “La società Trenitalia ha deciso di affidare le attività di accompagnamento sui treni a una società che non ha effettuato in maniera regolare e secondo la prassi la procedura di cambio appalto e ha assunto solo parte dei lavoratori del precedente appalto e senza criteri di trasparenza”. Non hanno brindato quelli della protesta della torre di Milano leggendo la lettera firmata dalle segreterie nazionali dei sindacati Filt-Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Ugl Trasporti, Salpas Orsa e Fast Ferrovie. Non hanno festeggiato perché è da dicembre (giorno in cui è iniziata la loro protesta) che denunciano diverse anomalie. Ora Trenitalia viene pubblicamente accusata di non rispettare “i diritti acquisiti dai lavoratori e di gestire il personale con modalità discutibili”. Per questo motivo Stanislao e i suoi ex compagni di lavoro intendono proseguire la loro protesta per riavere il proprio posto di lavoro tanto più ora che è emerso come la vicenda degli appalti dei treni notte sia stata gestita omettendo criteri di trasparenza.

Il Fatto Quotidiano, 19 giugno 2012

(Foto:LaPresse)