Nuove tecnologie ad Alcatraz: riscaldamento senza combustione.

La rivoluzione dei microorganismi! Sono veramente entusiasta di questo esperimento riuscito!

Questa valle sta diventando quello che sognavo: un centro di sperimentazione di nuovi stili di vita e tecnologie connesse.

Devo dire che quando Andrea Brugnolli mi ha proposto di far scaldare la piscina ai batteri mi è sembrata una cavolata pazzesca. Poi ho capito che poteva veramente funzionare.
In realtà il sistema è di una semplicità incredibile.
Si costruisce un cumulo di scarti agricoli e legna verde triturati. 70 cm di materia organica, poi uno strato di tubi messi a spirale, altri 70 cm di triturato (tecnicamente detto cippato), altra spirale di tubi. 3 strati di tubi, una roba alta 2,8 metri, sotto un telo che porta i liquidi che scolano in una piccolo accumulo dal quale vengono ripompati in cima al cumulo (sono tutti grassi batteri fecondi peggio dello yogurt) una copertura sul cumulo per evitare le piogge dilavanti. Inizialmente si innaffia per 3 giorni in modo che si imbibisca bene. Poi dovrebbe andare avanti a fermentare e quindi produrre calore (i batteri scaldano) per 18 mesi. E non puzza! 

 

 

 

 

 

 

La temperatura che stiamo ottenendo in uscita è di 60 gradi. Con uno scambiatore portiamo poi la piscina a 34 gradi (la usiamo per il rilassamento in acqua, si dorme sostenuti da galleggianti sotto la nuca e sotto le ginocchia)

Adesso dobbiamo verificare la durata della produzione di calore. Ma se supera i 12 mesi convertiamo tutti i riscaldamenti di Alcatraz. Attualmente usiamo gli scarti di legna cippati per alimentare caldaie a combustione. Sistema che comunque riduce i costi rispetto al gas del 70%. Ma è evidente che il sistema a fermentazione sarebbe più pulito (niente fumi) e più economico e si recupera persino dell’ottimo compost. Poi l’idea di scaldare le case con grandi megalopoli di miliardi di miliardi di allegri gentili batteri (che poi ti amano e ti chiamano papà) mi sembra meravigliosa anche esteticamente.
Come nota aggiungo che non è neanche un sistema nuovo. Sono secoli che i contadini usano il letto caldo per ottenere primizie dall’orto. Si scava una trincea, si riempie di letame misto a materiale vegetale, poi si copre con la terra, ottenendo un montarozzo di circa mezzo metro. Sopra si piantano i vegetali. La fermentazione sotterranea, che supera i 70 gradi centigradi, difende le piantine dal gelo e permette di ottenere frutti con un paio di mesi di anticipo.

Buona ecologia a tutti!