Stamattina si sono insediate le commissioni per gli Esami di Stato. Tra le novità di quest’anno, la sollecitazione del Ministero a utilizzare l’applicazione “Commissione Web” per l’inserimento dei dati e la redazioni dei verbali. Ebbene: fin dalle 8.30 – ora della convocazione – e per tutta la mattinata l’ambiente di lavoro non ha funzionato, costringendo segreterie delle scuole, presidenti e commissari a improvvisare la gestione delle riunioni e dei verbali e ad accumulare ritardi, frustrazioni e magari anche errori e possibili equivoci.

Dopo qualche ora è comparsa sul portale  una nota ufficiale, imbarazzante tanto per il contenuto quanto per forma espositiva: “Sono in corso le attività tecniche di ripristino della funzione di Gestione commissioni in Esiti Esami di Stato, per l’attività di preparazione dei lavori dei presidenti sotto Commissioni web. Si prega di riprovare più tardi“.

La guida operativa di questo straordinario (dis)servizio, da tempo disponibile sul sito del Miur, è firmata da Hp Enterprise Services Italia e Auselda AedGroup, che una rapida ricerca su Internet conferma essere fornitori abituali del Ministero in campo digitale.

Quanto costa tutto questo ai contribuenti italiani? Come si collocano operazioni come questa nell’Agenda Digitale e nello spending review? Sarebbe utile che qualche parlamentare della Repubblica interrogasse formalmente il Ministro in proposito.