Gran testata Il Foglio, se non ci fosse si dovrebbe inventarlo, tanto sono ormai obsoleti e perciò stesso preziosi, i giornali che esercitano, senza infingimenti e con fallico vigore, il disprezzo nei confronti delle donne.

Ieri l’altro un tal Vitiello scatenava uno schiumante sovrappiù di sarcasmo contro Lorella Zanardo, rea di aver prodotto un documentario, secondo lui di infimo valore e di immeritato successo, e contro Marina Terragni, titolare di uno spazio elettronico cliccatissimo, leader nel settore “opinioni”.

Entrambe le individue sarebbero sceme intrallazzone e lobbiste, in quanto, A: una propone, e l’altra accetta, di correre per un posto nel cda Rai, poiché Bersani, in un momento di lucidità, ha pensato di aprire alla società civile (qualificata, spesso, assai più di quell’altra) la candidatura a qualche responsabilità nel servizio pubblico. B: entrambe, come pure le sciagurate di “Se non ora quando”, si sono permesse di non prestare l’attenzione dovuta al pamphlet di Valeria Ottonelli, che sostiene una “libera coscia in libero mercato” contro quella menata della dignità protofemminista.

Il disprezzo, di venerdì, esonda, dunque, sulle donne bacchettone. La domenica, probabilmente, sarà di nuovo il turno delle donne assassine. Quelle che, invece di “darla” via su scala industriale ma con le dovute protezioni, restano incinte, magari con uno senza soldi e si rifiutano di offrire il frutto del loro ventre viziato dall’autodeterminazione, a Nostro Signore Gesù Cristo. Abortendo.

Il Fatto Quotidiano, 17 Giugno 2012