“Goldman Sucks”, “Fuck austerity”, “Smontiamo Monti”. Sono iniziati attorno alle 15.15 i cori di protesta contro il presidente del consiglio Mario Monti venuto a Bologna a parlare ad un convegno sul futuro dell’Italia. Centro città blindato da ore con la creazione di una zona rossa attorno al teatro Arena del Sole, scelto come sede dell’incontro. Centinaia di agenti hanno presidiato sin dalla mattina le vie di accesso al teatro e il quadrilatero all’interno del quale la Questura da giorni aveva vietato qualsiasi manifestazione.

Così l’annunciata protesta del movimento bolognese si è subito snodata su due fronti. Un rumorosissimo cacerolazo da nord con quasi 600 persone armate di pentole, fischietti e posate di tutti i tipi. Davanti a tutti gli autonomi del centro sociale Crash e gli attivisti di Santa Insolvenza, poi una rappresentanza del sindacato di base Usb, gli anarchici e il comitato No People Mover. Da sud invece si sono radunati gli attivisti del Tpo, che hanno guidato i manifestanti dell’area dei cosiddetti “disobbedienti” arrivati da tutta la regione e anche dal Veneto. Per loro un corteo di 200 persone. Presentanti anche alcuni rappresentanti della Federazione delle Sinistre.

Dopo i primi slogan di protesta attorno alle 15.55 il corteo del Tpo si è avvicinato ai cordoni dei carabinieri chiedendo più volte di parlare con Mario Monti. “Fate entrare almeno uno di noi, fategli fare una domanda al premier”, ha urlato al megafono il bolognese Gianmarco De Pieri. Poi una lunga trattativa tra il consigliere regionale di Rifondazione Comunista, Roberto Sconciaforni, e alcuni ufficiali in borghese dell’Arma. “Fatene entrare almeno uno – ha chiesto più volte Sconciaforni – altrimenti la responsabilità della carica ve la prendete voi”. Nessuna risposta, il corteo è avanzato con caschi, maschere di Lupin e grossi scudi e alla fine c’è stata il contatto: scudi di polistirolo e plastica dei manifestanti da una parte, manganelli degli agenti in tenuta anti sommossa dall’altra. In un attimo è partita una carica per allontanare gli attivisti che hanno risposto con un lancio di oggetti e grossi petardi. Poi i manifestanti sono ripartiti in corteo e sono passati di fronte alla filiale cittadina della Deutsche Bank, “sanzionandola” con palloncini di vernice rossa.

Dall’altro lato della città invece a centinaia hanno messo in scena una cecerolazo all’argentina. “Faremo più rumore possibile”, avevano detto. E così è stato. Davanti a tutti lo striscione “Goldman Sucks”, più che evidente riferimento ai trascorsi professionali del premier. Anche qui i manifestanti, oltre 500, si sono avvicinati al cordone di polizia in tenuta antisommossa. C’è stato un lancio di bottiglie e ortaggi, poi una prima carica di alleggerimento per allontanare il fronte della protesta, seguita poco dopo da una seconda carica più pesante. A quanto si apprende nessuno si è fatto male. Un ragazzo è stato medicato alla testa ma per lui solo una lieve ferita superficiale. In risposta contro gli agenti sono volati bastoni, qualche sasso, bottiglie e oggetti di ogni tipo. In fondo al corteo anche il comitato No People Mover e molti studenti medi, in protesta contro l’annunciata riforma Profumo di scuola e università. “No Monti, No Profumo. Siamo tutti studenti dell’anno” il loro striscione.

Attorno alle 17 il corteo si è allontanato dalla zona rossa e ha bloccato il traffico all’altezza dell’autostazione di Bologna. In questo momento sta ritornando verso l’Arena del Sole, ancora presidiata in forze da polizia e carabinieri.

(hanno collaborato David Marceddu, Davide Turrini e Giulia Zaccariello)