Londra ha certamente uno dei più impegnati consolati generali italiani, con oltre 200 mila connazionali residenti. Nell’ultimo anno, però, la cosa che mi ha colpito è stata la lunghissima lista d’attesa per i servizi di base.

Nel 2011, dopo un anno dal trasferimento a Londra, decido di iscrivermi all’ Anagrafe italiana dei residenti all’estero (Aire). L’iscrizione è in realtà obbligatoria, ma la maggior parte dei connazionali con cui sono in contatto evita di farla.

Compilo un modulo e lo invio per email. Molto efficiente come servizio:  ricevo un’email automatica che mi avvisa che per il procedimento saranno necessari sei mesi, ma io non ho fretta.

Qualche mese dopo tuttavia per motivi di lavoro mi viene negato un visto per problemi con il passaporto. Cancello il viaggio e fisso un appuntamento al consolato per rinnovare il documento. La lista d’attesa è di due mesi, strano. Ma per fortuna, anche stavolta posso aspettare.

Arrivato puntualissimo all’appuntamento, mi dicono che non risulto iscritto all’Aire. Il problema? Sono passati solo quattro mesi dall’invio della richiesta. Nell’ufficio Aire mi aiutano, capendo il mio problema, e con un click sono ufficialmente un “italiano all’estero”.

Passa qualche altro mese e decido di inginocchiarmi davanti alla mia compagna, anche lei italiana iscritta Aire, per chiederle di sposarmi. Tutto fila liscio, genitori felici, organizzazione per matrimonio in italia in corso ecc.

Quando poi contattiamo il consolato (con largo anticipo) per le pubblicazioni del matrimonio ci viene assegnato un appuntamento a tre mesi di distanza, 11 Luglio. Calcolate che le pubblicazioni per legge devono stare esposte una decina di giorno e che poi per gli italiani che sono cosi “matti” da volersi sposare in Italia, devono essere portate nel comune del matrimonio, per riservare un posto. Risultato, il comune di Milano ci dice già a maggio che il giorno che noi volevamo non è più disponibile perché non possono aspettare le pubblicazioni da Londra. Chiediamo aiuto al Consolato e ci viene detto che non ci sono altri appuntamenti disponibile, forse, penso io, il nostro errore è stato volerci sposare a settembre, prossimo matrimonio a novembre!

Iscriversi all’Aire per un cittadino all’estero è un dovere. Detto ciò i giovani con cui sono in contatto tendono ad evitarlo per tutta una serie di motivazioni. Forse velocizzare i procedimenti aiuterebbe ad avvicinare i residenti all’estero, soprattutto in una città come Londra dove siamo abituati a servizi ben più rapidi.

Abbiamo mandato un’email per lamentarci dell’accaduto e ci è stato risposto che il Consolato è molto occupato. Nessuna scusa per il disturbo e le problematiche causate. Domani la uso anche io questa scusa con il mio capo.

Di Emanuele Norsa, giornalista a Londra