Un’anziana e mite signora di 77 anni riceve a casa una lettera anonima piena di insulti. Non risparmia sfregi a nessuno della sua famiglia. Sulla busta mette titolo accademico della signora e perfino il doppio cognome. Deve conoscerla proprio benino. Nella lettera chiama per nome e professione il marito (morto 22 anni fa) e il figlio. Villanie irripetibili. E alla fine un’esortazione liberatoria: Toglietevi di torno. Impiccatevi tutti!

L’anziana signora, professore in pensione che ancora riceve telefonate “nostalgiche” dagli ex alunni, non dorme la notte, piange e prega. E’ come se le scorticassero la pelle e incidessero le carni fino all’anima. Si sente impotente e vulnerabilissima: “Non è bello scoprire alla mia età che c’è una persona che ti odia a tal punto da invocare la morte per te e per i tuoi cari”.

Perché il male?- riprendo fiato dopo che la signora si racconta – Il male é seducente, permette di annientare l’altro senza difficoltà, ci fa sentire liberi e onnipotenti, padroni assoluti delle nostre scelte. Una volta imboccata la via del male, non ci si pone più il dilemma bene/male, non si prova piu’ il senso di colpa: la strada procede libera da ogni intoppo, le soluzioni sono facili, tutto sembra “normale“.  E’ assolutamente normale mandare una lettera di insulti osceni a un’anziana signora.  Un ex benzinaio di 68 anni, apparentemente normale, padre di famiglia, dopo aver fatto esplodere una bomba davanti a una scuola, va al rimessaggio barche. Chiede quando sarà pronta la sua perché deve portarci a fare un giro le nipotine. E all’interrogatorio del giudice che lo incalzava: “Perché lo ha fatto? “. Risposta secca: “Così”.

Anna Harendt, la studiosa dei totalitarismi. “Ha parlato della “banalita’ del male”: il male é tra noi, spesso neanche ce ne accorgiamo, perché ha il volto del vicino di casa, della portiera che ci augura buona giornata.  Hitler ha realizzato questo sogno perverso e segreto che, talvolta, alberga nella parte più buia dell’anima umana.  Ha avuto l’ardire di diventare spietato.  Ha fatto di un crimine un’ideologia, ha mutato la scala dell’umano sentire, ha  modificato alla radice i valori più sacri dell’Uomo. La banalità del male non sta nei crimini, che rimangono atroci; sono  banali coloro che li hanno commessi.  Al processo di Norimberga i carnefici alle sbarre hanno cercato di scagionarsi: “Abbiamo solo ubbidito agli ordini”. Hanno solo banalmente ubbidito agli ordini. Il bene ha solo una maniera, il male ne ha mille”, lo diceva Honorè de Balzac.

di Januaria Piromallo