Il deposito sovrano di questa povera Repubblica affacciata sul baratro ha deciso, l’autunno scorso, di appoggiare il governo tecnico, in tempo per salvare i suoi milioni di miliardi dal bidone “banconote & carta straccia”. Da allora ne ha dovute buttar giù di pillole amare: i giornali stranieri trattavano il suo successore benissimo, nessuno lo scocciava con prostitute minorenni, la Merkel gli dava del tu. E lui giù: equità fiscale. Sobrietà morale. Noia mortale.

Il povero B. ha digerito tutto. Ma l’ultima gli è proprio intollerabile: una legge contro la corruzione. È come spararsi un voto sui piedi. Se i corrotti diventano ineleggibili, come si fa a tenere il personale politico inchiodato al tuo carrozzone? Se non puoi farli arricchire e poi tenerli per le palle perché hanno rubato, come ti regoli? Come si tiene insieme un partito di incorruttibili? Con le idee? Con spirito di servizio?

La tentazione sarebbe di mandare a fondo quel palloso di Monti con la sua severa Severino (tutte ’ste ministre over fifty, nessuna che abbia fatto un calendario decente!), ma B. si è fatto forza: su ragazzi, votate ’sta cazzata: 38 disobbedienti, 72 rimasti a casa per le inevitabili reazioni allergiche al tema. Quelli che si sono trascinati in aula hanno proposto un antidoto: una bella normativa contro “l’ampio potere discrezionale dei giudici”. Ci mancherebbe che fosse uno di “loro”, a decidere chi di “noi” ha commesso un reato!

Il Fatto Quotidiano, 15 Giugno 2012