La tecnologia per combattere il terremoto. Non sarà possibile prevedere il sisma, ma si può dare una mano a chi lo vive e lo subisce. Ecco il senso dell’hackathon, la maratona di informatici e esperti web, organizzata il 16 e 17 Giugno a Bologna per creare applicazioni e software in grado di supportare la Protezione Civile e gli enti impegnati a soccorrere chi vive dove la terra trema.

«Clio, Matteo, Chiara, Fulvio. E poi Christian, Margherita, Erica, Silvia, Riccardo Giovanni. Hackathon terremoto Bologna siamo noi e tanti altri – si legge sul sito dell’iniziativa – uniti dalla voglia di dare un aiuto concreto a chi è stato colpito dal sisma che ha scosso l’Emilia Romagna … Lo spirito che ci muove – continuano gli autori – è quello di mettere al servizio della comunità le nostre capacità, il nostro entusiasmo e la nostra creatività, così da contribuire al ritorno alla normalità dei tanti cittadini che hanno visto crollare le proprie certezze. Un gruppo attivo – spiegano – che attraverso iniziative e progetti collaborerà per raggiungere un fine comune».

Si può partecipare alla maratona iscrivendosi al gruppo Facebook, scrivendo alla mail hackathonterremoto@gmail.com oppure seguire l’iniziativa tramite l’hashtag #hackathonterremoto e tramite la storify realizzata da TagBoLab, il laboratorio di marketing territoriale del COMPASS, il corso di laurea in Scienze della Comunicazione Pubblica e Sociale dell’Università di Bologna. I partecipanti sono tenuti a sottoscrivere regole semplici e ispirate alla cultura hacker: tutte le idee saranno rilasciate con licenza open source, ogni contributo è frutto del lavoro collettivo di un gruppo di professionisti non legato a una particolare azienda o partito.

Competenza, entusiasmo, creatività, obiettivo comune, condivisione: le parole usate dagli attivisti sono quelle cui dovrebbe ispirarsi la buona amministrazione. Il grande merito dell’hackathon, infatti, è mettere a frutto l’ingegno collettivo, trasformare l’intelligenza condivisa da slogan ammiccante a un fatto vero.

Che la politica, alla disperata ricerca di competenze e stimoli, abbia trovato un nuovo soggetto cui ispirarsi? (o che sappia sostituirla?)