Miss Italia 2012 potrebbe essere una straniera. A patto che viva in Italia da almeno un anno. Per la prima volta “Miss Italia nel mondo”, che fino alla scorsa edizione era riservato alle candidate originarie dell’Italia che vivevano nelle diverse nazioni, si apre alle giovani immigrate, dai 18 ai 26 anni: ce ne sarebbero più di 314 mila, secondo i dati della Caritas e della Fondazione “Migrantes”. La nuova sezione di gara si chiamerà “Miss Italia nel mondo edizione speciale”.

Patrizia Mirigliani, la figlia del “patron” Enzo, nel sito della kermesse spiega che “l’integrazione è troppo importante per tutti. E Miss Italia non vuole essere da meno, nelle iniziative che concorrono a realizzare questo obiettivo”.

Sicuri che, invece, senza Lega al governo non sia più semplice coinvolgere anche gli stranieri? “No, non c’entra niente – spiega Marcello Cambi dell’ufficio stampa del concorso -. Mai stati coinvolti nella politica, mai condizionati da nessuno. Solo, abbiamo constatato che il fenomeno dell’immigrazione merita ora un titolo del nostro concorso”.

D’altronde, come negare che Miss Italia cerchi sempre di “armonizzarsi” al contesto? Lo scorso anno, ad esempio, le candidate, senza tacchi né piercing, studiose e sportive, dovevano rappresentare le “anti–olgettine”, come le aveva definite il membro della giuria Enrico Vanzina.

Ma c’è anche un’altra ragione, spiegano gli organizzatori, per cui il concorso, in questa edizione, ha una nuova forma. E sarebbe una questione di soldi: “Il cambiamento – dicono – coincide anche con alcune difficoltà organizzative legate alla crisi economica, come i costi della sede in cui si svolge la finale e il trasferimento in Italia delle candidate da quaranta nazioni diverse. Per questo motivo abbiamo comunicato alla Rai la nostra volontà di sospendere Miss Italia nel mondo nel 2012. Anche se le ragioni dell’integrazione, in questo momento, sono poi prevalenti”.

Insomma, quali che siano i motivi, si cambia. Almeno per una volta: il prossimo anno riprenderà “Miss Italia nel mondo” con la formula tradizionale, quella che coinvolge le ragazze di origini italiane che vivono all’estero. È già stato deciso, insomma, che l’esperimento durerà solo un anno. Perché? “Perché è un nostro concorso e, dopo una pausa, lo riprenderemo”.

Qualcuno, comunque, storce il naso. Sul sito Stranieriinitalia.it Elvio Pasca scrive: “L’altro lato della medaglia è che la gara principale rimane preclusa alle figlie dell’immigrazione, ragazze cresciute in Italia, spesso anche nate qui, che però hanno ancora un passaporto straniero, perché la legge sulla cittadinanza continua a ignorare le seconde generazioni”.

In effetti, al 31 dicembre 2010, sempre in base ai dati della Caritas e della “Migrantes”, su 60 milioni e mezzo di residenti nel nostro Paese, gli stranieri erano 4 milioni e mezzo (il 58,8 % donne), il 7,5 % della popolazione. Nell’ultimo anno, sono aumentati di 335 mila, e 66 mila hanno acquisito la cittadinanza italiana. I cinque milioni di stranieri che hanno la loro residenza in Italia parlano la lingua e spesso i dialetti, sono contribuenti, mandano i figli nelle scuole italiane. Quindi, hanno l’istruzione e la cultura del Paese che in cui abitano, lavorano nelle fabbriche e negli uffici.

E allora, perché dover allestire una sezione del concorso apposta per loro? L’organizzazione, in risposta a Pasca, e a tutti quelli che se lo staranno chiedendo, assicura: “Ci arriveremo”.

Intanto, forse proprio per i difficili rapporti tra la Mirigliani e la Rai (la figlia del patron si era lamentata della poca considerazione per il suo programma: “Manca l’investimento da parte della Rai – aveva detto in conferenza stampa – Noi consegniamo un prodotto che piace alla gente, ma poi il servizio pubblico non è capace di tradurre questo prodotto in qualcosa di più”), la Miren, società di famiglia che organizza il concorso, ha incaricato Lucio Presta di rappresentare la società proprietaria del marchio Miss Italia. Insomma: adesso, per ogni decisione organizzativa, la Rai dovrà interpellare il manager. Proprio colui che ha contribuito al successo delle ultime edizioni del Festival di Sanremo, la kermesse a cui, a detta della Mirigliani, viale Mazzini dedicherebbe molte più attenzioni e investimenti che alla “cenerentola” Miss Italia. Se è vero, fra il pubblico non manca chi appoggia la presunta scelta della Rai: “Oltre a Miss Italia nel mondo la Rai farebbe bene a liberarsi definitivamente anche di Miss Italia, soldi pubblici completamente buttati in uno spettacolo vecchio, noioso, inutile e costoso. Il pubblico ha già ampiamente dimostrato che di Miss Italia e delle Mirigliani varie non gliene può fregar di meno”, scrive più di un utente del forum di Tvblog.it.