Passi pure l’ingenua ignoranza (calcistica) dell’Avvocato Clio Maria Bittoni in Napolitano, che dall’ambita tribuna (autorità) di Danzica ignora identità e curriculum di Michel Platinile Roi dell’Uefa e di Euro 2012. Discutibilissima, invece, la ricercata irruenza (a favore di telecamera RAI) di suo marito Giorgio Napolitano: dopo il pari con la Spagna (pensate un po’, siamo solo nella fase a gironi!) irrompe sorridente nello spogliatoio azzurro, svilendo autorevolezza e lustro della mitica zona Pertini, prima solo per i trionfi di Spagna ’82 e Germania ’06. Motivo? L’urgenza di riposizionare ‘mediaticamente’ i rapporti tra istituzioni e calcio, dopo l’uscita (giusta) di Mario Monti (con sommessa risposta del CT Prandelli) sull’ipotesi di fermare i campionati italiani per un’operazione repulisti da onta combine e scommesse.

E che l’intento del Presidente della Repubblica nascondesse evidenti finalità inciucesche, lo aveva chiaramente lasciato intendere (poco prima) il Ministro (senza portafoglio) per il Turismo e per lo Sport Piero Gnudi. Che per la felicità di variopinti e occasionali tifosi da salotto, bibita e tv, nell’intervallo (ancora una volta, guarda caso, a favore di telecamera RAI) s’era bonariamente abbandonato al remake del più celebre ‘chi ha avuto, ha avuto, ha avuto… chi ha dato, ha dato, ha dato’, sostenendo che la partita degli Europei vuole superare e chiudere le polemiche sul calcio di questi anni”.

Olè. Altro che procure ordinarie, maxi-processo al Foro Italico e giustizia federale. Olè. Altro che inchieste tra zingari, derby sospetti e pericolose infiltrazioni di malavita internazionale. Olè, macché: da adesso in poi, retromarcia e disco verde dalla più alta carica dello Stato e dal Governo. Solo colpospugnismo, cerchiobottismo e amnistismo. Almeno finché il pallone continuerà a rotolare tra Polonia e Ucraina e gli azzurri proseguiranno nell’avventura europea.

Solo poi, in caso di eliminazione e mancata ostentazione della coppa, potremo rabbiosamente voltare pagina, abbandonare il ‘Simm’e Napule, paesà’, ritornando appassionatamente (tutti insieme) al più sguaiato ballo del ‘Nuntereggae più’. Evviva Giorgio Napolitano, evviva l’Italia. Evviva Piero Gnudi e pure Rino Gaetano. Olè, olè.