Il Pdl “sta mettendo a punto” un emendamento al pacchetto di riforme costituzionali in Senato che prevede che nell’ambito della riforma semi-presidenziale dello Stato, la presidenza del Consiglio Superiore della Magistratura non spetterà più al presidente della Repubblica. Secondo quanto riferiscono fonti parlamentari del partito di via dell’Umiltà, l’emendamento non è ancora stato depositato, ma potrebbe essere presentato in serata (il termine per la presentazione degli emendamenti scade stasera alle 20).

L’emendamento sulla presidenza del Csm, spiegano le stesse fonti, è “funzionale” alla riforma in senso semi-presidenziale dello Stato, proposta dal Pdl che stabilisce che il Capo dello Stato, tra l’altro, presieda anche il Consiglio dei ministri. Lo scopo quindi è quello di evitare un conflitto di poteri. Nella formulazione allo studio del partito di Angelino Alfano, è previsto che a presiedere l’organo di autogoverno dei magistrati sia il primo presidente della Corte di Cassazione. 

“Il Consiglio superiore della magistratura è presieduto dal primo presidente della Corte di cassazione – recita il testo dell’emendamento – Ne fa parte di diritto anche il procuratore generale presso la Corte di cassazione”. La proposta di modifica è a firma di Maurizio Gasparri e Gaetano Quagliariello e modifica l’articolo 104 della Costituzione e che stabilisce dunque che non sarà più il Capo dello Stato a presiedere il Csm. L’emendamento stabilisce la soppressione del decimo comma dell’articolo 87 della Costituzione, dov’è previsto, appunto, che il Presidente della Repubblica “presiede il Consiglio superiore della magistratura”.