Prima di Italia-Spagna, il presidente Giorgio Napolitano diceva  che “vincere aiuta”, anche se – aggiungeva – “il calcio è una cosa e la crisi è un’altra”. Ma pareggiare, salva entrambi? O affonda entrambi? Parlando a Venezia al workshop 2012 del Consiglio per le relazioni fra Italia e Stati Uniti, il premier Mario Monti giudicava il rischio di contagio “permanente”; e il governatore della Banca d’Italia IgnazioVisco osservava che l’emergenza, per l’Italia, non è finita e che bisogna portare avanti le riforme, anche perché  “le previsioni sull’economia mondiale sono scoraggianti e l’incertezza è molto grande”.

Il pareggio un ‘brodino’? A giudicare da come aprono le borse stamane, quasi euforiche, è uno zabaione, altro che un brodino. I mercati non si basano sul calcio, ma sul sostegno dato nel fine settimana alle banche spagnole dall’eurogruppo, 100 miliardi della nuova versione del cosiddetto ‘fondo salva Stati’, molti di più dei 40 giudicati necessari dal Fondo monetario internazionale.

Mariano Rajoy, capo del governo spagnolo, ringrazia i partner europei e afferma che, questa volta, ha vinto la credibilità dell’euro e dell’Europa. Olli Rehn, responsabile per l’economia della Commissione europea, sostiene che l’Unione ha mandato “un chiaro messaggio” solidale e tempestivo. Il ministro dell’economica tedesco Wolfgang Schauble riconosce che “è la strada giusta”.

Però, Rajoy aggiunge che l’intervento a sostegno del credito deve servire alla crescita e alla creazione di posti di lavoro; e avverte che la situazione in Spagna resta delicata e che ci vorrà del tempo per uscirne, mentre incombe il voto bis di domenica prossima in Grecia dal cui esito dipende la stabilità dell’euro e dell’eurozona.

E una nota di Moody’s, l’ennesima, dà buoni motivi a Rajoy e a Monti per essere prudenti: “I problemi del sistema bancario spagnolo sono in gran parte specifici – sintetizza El Pais – e non possono rappresentare una fonte importante di contagio, tranne che per l’Italia”. E il Telegraph chiosa: “L’Italia deve fare ulteriori progressi sulle riforme finanziarie per evitare di essere messa nel mirino dagli investitori, che, dopo la richiesta di aiuto della Spagna, sono in cerca del “prossimo della fila” per un salvataggio internazionale”.

Insomma, il pareggio ci lascia in corsa, ma mica ci qualifica. Il più resta da fare.