Rapimento lampo per il 28enne nigeriano Christian Obodo, centrocampista del Lecce ma tesserato per l’Udinese, rapito il 9 giugno scorso da 4 uomini armati a Warri, sua città natale del delta del Niger. E’ stato liberato nel corso della notte di domenica scorsa. 

Le autorità nigeriane hanno confermato il rilascio del calciatore e il commissario di polizia Ikechukwu Aduba dello Stato sud orientale del Delta che ha dato alla stampa i dettagli della liberazione. Obodo è stato rilasciato dopo un’operazione lanciata domenica notte, sta bene e non è rimasto ferito nel blitz; gli agenti hanno poi aggiunto di aver catturato anche alcuni dei rapitori, per ora otto e che nessun riscatto è stato pagato ai sequestratori.

Obodo, sabato scorso si trovava al volante della sua auto ed è stato raggiunto da un commando mentre si recava in chiesa. Peraltro proprio ieri altre violenze sono state commesse nei confronti dei cristiani: dopo gli attentati in due chiese in una zona del nord-est del Paese sono morte 9 persone. Poi di lui nessuna notizia fino a domenica notte. Per la polizia locale: “E’ stata proprio l’automobile con targa personalizzata ad attrarre l’interesse dei rapitori”. Già il giorno stesso del sequestro i famigliari avevano fatto sapere di essere in contatto con i rapitori, che chiedevano 150mila euro per la sua liberazione. Il caso non è isolato: altri calciatori di origine nigeriana (o loro familiari) che militano nei campionati europei di calcio sono finiti nel mirino di gang di sequestratori. Lo scorso anno è stato rapito per esempio nello stato di Plateu (nella Nigeria centrale) il padre del centrocampista del Chelsea, Mikel Obi. Il sequestro si è concluso dopo pochi giorni con la liberazione dell’ostaggio e l’arresto dei rapitori.