“Nessun danno alla Riviera, la stagione turistica procederà regolarmente”. Più di così il ministro del turismo, il bolognese Piero Gnudi, ora non può fare. E forse di più non potrà fare nemmeno nei prossimi mesi. In questi giorni servirebbe soltanto che il timone della buona sorte ritornasse a dritta come negli anni passati. Perché il terremoto del 20 e 29 maggio, del 3 giugno e comunque anche la scossa registrata questa mattina tra Belluno e Pordenone, hanno provocato un senso di diffusa paura tra tutti quei turisti europei (russi, tedeschi e inglesi) che a casa loro il rischio sismico nemmeno sanno cosa sia.

Che oggi il problema sia serio (5% di disdetta nelle prenotazioni) lo hanno intuito anche da Roma, tanto che nel decreto sulle zone terremotate, firmato due giorni fa da Napolitano, sono già stati stanziati 300mila euro per costruire in tempi brevissimi una prepotente campagna di comunicazione per rassicurare i turisti. Obiettivo: convincere gli stranieri, e non solo, che la Riviera è sicura. Ma la campagna di disinformazione è già partita sui giornali tedeschi e inglesi. Anche se a loro volta i colleghi esteri dicono di essersi semplicemente limitati a riprendere i titoli della stampa italiana.

I toni della vicenda cominciano ad essere preoccupanti tanto da far intervenire il ministro Gnudi che già nel weekend scorso era sceso in Riviera di persona per fare il punto della situazione con Apt e le associazioni degli albergatori: “La preoccupazione degli albergatori è assolutamente giusta per questo ho già avviato un piano di comunicazione straordinario per informare correttamente gli organi di stampa internazionali sulle reali dimensioni del terremoto che non ha danneggiato le zone limitrofe”. Nei giorni scorsi il ministero e l’ente nazionale del turismo, in accordo con il dicastero degli Esteri, hanno inviato una comunicazione ufficiale a tutte le ambasciate all’estero per indicare come aree sicure la costa adriatica e le altre località turistiche di Veneto, Lombardia e Trentino.

Mossa diplomatica che ha già sortito effetti positivi: i siti ufficiali per il turismo dei paesi europei hanno subito sostituito la mappa dell’Italia caricando quella inviata dal Ministero che mostra chiaramente l’epicentro del terremoto ed esclude dal pericolo le aree turistiche del Veneto, della Lombardia, dell’Emilia Romagna e del Trentino Alto Adige. Per contrastare inoltre la psicosi che si è diffusa sui siti internet non ufficiali (tra le testimonianze più o meno fallaci di turisti stranieri “scampati” alla scossa del 29 maggio, oggi si è perfino aggiunto un sito turistico calabrese) Gnudi ha inviato anche una nota rassicurante all’Enit austriaco e all’Automobil Club tedesco. «Abbiamo spiegato che strade, ferrovie e aeroporti sono agibili, linee telefoniche e connessioni internet sono efficienti e gli alberghi svolgono attività regolare”. Impossibile per ora, fare di più. Terremoto permettendo.