Che ci faceva l’auto blu del Comune di Agerola (Napoli) a Fiumicino domenica 10 agosto, in coincidenza dell’inizio del viaggio di nozze del sindaco-deputato Michele Pisacane, che stava per salire su un aereo in direzione New York con la sua seconda moglie, sposata da pochi giorni? Risposta: “Un componente del mio staff mi aveva portato gli atti per l’assestamento di bilancio dell’ente. Io ero già a Roma, gli chiesi di venire in aeroporto un po’ perché avevo paura di perdere il volo un po’ perché per chi viene da fuori è più agevole raggiungere Fiumicino che entrare in città. Chiesi una cortesia domenicale perché dovevo vedere quei documenti prima di partire”.

Sarà. Chissà se la spiegazione del deputato dei Popolari di Italia Domani, che ebbe il suo quarto d’ora di celebrità quando lasciò l’Udc di Casini per sostenere il governo Berlusconi, avrà convinto i giudici della Prima Sezione del Tribunale di Torre Annunziata, che lo stanno processando per peculato proprio per l’uso improprio dell’auto blu. Una vettura impiegata – secondo l’accusa del sostituto procuratore Emilio Prisco – per scopi diversi da quelli dell’ente locale. Certo appare assai curiosa questa esigenza di consultare a Roma, ad agosto, documenti comodamente disponibili nel Municipio di Agerola, di cui Pisacane all’epoca era primo cittadino.

“Ma in quel periodo trascorrevo più tempo a Roma che ad Agerola”. Così se c’erano atti che necessitavano di una firma del sindaco, glieli portava l’autista e collaboratore di staff. Una prassi che si è ripetuta anche al ritorno del sindaco-deputato dal viaggio di nozze. Uno stillicidio di tempo e denaro. Pubblico. E sullo sfondo il sospetto che l’auto comunale sia stata utilizzata per spostamenti privati, o per scarrozzare Pisacane durante i suoi impegni di parlamentare e di politico di rilevanza nazionale. Un sospetto che è alla base del rinvio a giudizio. Il processo chiarirà.

Nel corso dell’udienza, come riferisce Alessandra Staiano del quotidiano locale ‘Metropolis’, Pisacane ha approfondito alcuni dettagli privati del suo matrimonio con Annalisa Vessella, che in seguito è diventata consigliere regionale della Campania, ha seguito il marito nelle sue giravolte politiche ed è diventata manager di un’agenzia pubblica del ministero delle Politiche Agricole. “Avevo preferito che ad Agerola nessuno ne sapesse niente perché ero vedovo da tre anni, avevo due figli piccoli, il paese è pubblico… Quando ci furono le pubblicazioni, però, tutti poterono sapere”.

Tra le accuse sulle quali il processo sentenzierà, anche quelle relative all’uso del telepass gratuito in dotazione ai parlamentari inserito nell’auto blu del Comune durante i tragitti Agerola-Roma e ritorno.