Intraprendenti e tenaci. Gli attivisti dell’Associazione “A Sudhanno dato vita a un Flash Mob sotto la sede della Rai di viale Mazzini in Roma per denunciare quello che da loro viene definito “imbarazzante silenzio del servizio pubblico televisivo sul Vertice Mondiale Onu sulla Sostenibilità, che si terrà nei prossimi giorni a Rio de Janeiro, in Brasile”. Gli attivisti hanno tentato di essere ricevuti dai vertici dell’azienda e dalla Commissione di Vigilanza – molto probabilmente troppo concentrati sulle nuove nomine dirigenziali in Rai – ricevendo un secco rifiuto. Avrebbero voluto chiedere semplicemente il rispetto del diritto a essere informati da parte dei cittadini sancito peraltro dall’articolo 21 della Costituzione.

Difendiamo e rivendichiamo il sacrosanto diritto dei cittadini di essere informati adeguatamente e in maniera corretta delle importanti questioni inerenti la crisi ambientale – affermano gli attivisti di “A Sud” –  la gravità della situazione attuale, il dibattito in corso nel mondo, gli appuntamenti e le proposte avanzate tanto dai governi quanto dalle organizzazioni sociali. Contestualmente, denunciamo ancora una volta la violazione del diritto a una corretta informazione, che è presupposto irrinunciabile per un pieno esercizio democratico nonché per stimolare processi di consapevolezza e di cittadinanza attiva”.

 Riconversione ecologica del tessuto produttivo, passaggio a un modello energetico distribuito e da fonti pulite, conversione del modello alimentare dall’agroindustria all’agroecologia, cambiamento degli stili di vita, difesa dell’acqua e dei beni comuni dalle leggi del mercato, etc. In breve: costruzione di una transizione reale verso un modello di sviluppo basato sulla giustizia e in armonia con i limiti fisici del pianeta. Saranno queste le tematiche che verranno discusse durante il Vertice, noto come Rio+20, perché si svolge a due decenni di distanza dal Vertice della Terra del 1992. Un appuntamento, dunque, di grande rilevanza per le sorti del pianeta, soprattutto perché sono 20 anni che si portano avanti politiche di sviluppo sostenibile fallimentari, e nonostante sia in atto la crisi ecologica più grave e profonda che la Terra abbia mai vissuto, nessuna attenzione è stata garantita all’appuntamento da parte della televisione pubblica.

Eppure a Rio in gioco c’è il futuro del pianeta, il futuro delle generazioni che verranno. La drammaticità della situazione meriterebbe la dovuta attenzione da parte del mondo dell’informazione, che avrebbe per sua natura il dovere di occuparsi di questi temi e di appuntamenti di grande rilievo internazionale. All’iniziativa ha partecipato anche Roberto Natale, segretario della Fnsi, Federazione nazionale della stampa iItaliana, che nel suo intervento ha sottolineato la centralità del tema dell’informazione per il sano svolgimento della vita democratica del paese.