A una manciata di ore dal Gay Pride, manifestazione dell’orgoglio gay che porterà a Bologna migliaia di persone da tutta Italia, arriva l’annuncio del leader del Partito democratico Pier Luigi Bersani. “Non è accettabile che in Italia non si sia stata ancora introdotta una legge che faccia uscire dal far west le convivenze stabili tra omosessuali, conferendo loro dignità sociale e presidio giuridico”.

 Una presa di posizione forte, quella del leader dei democratici, che chiede anche una legge contro l’omofobia e la transfobia. “E’ inaccettabile – ha spiegato Bersani – che ancora il Parlamento non sia riuscito a varare provvedimenti in tal senso”. Tutti temi che il democratico vuole portare al centro della prossima campagna elettorale per le elezioni politiche. “Sarà su questi temi che si giocherà la nostra capacità di parlare al Paese”, ha detto il segretario dei democratici, aggiungendo poi alla lista il divorzio breve, l’introduzione del diritto di cittadinanza per i figli degli immigrati nati in Italia e il testamento biologico.

Bersani ha anche citato Obama e Hollande, leader di quelle “forze progressiste impegnate a costruire un nuovo civismo in cui ciascuna persona possa avere pari diritti e pari opportunità di vita, indipendentemente dal proprio orientamento sessuale e identità di genere. Il Partito Democratico – ha concluso – non intende sottrarsi a questa discussione”.

Infine sono arrivati i due grazie agli organizzatori del pride bolognese. “Grazie perché non è facile in una fase politico-economica difficile come questa lottare per rimettere al centro della discussione politica il tema dei diritti civili delle persone. Movimenti come il vostro spronano la politica italiana, a portare l’Italia, anche su questi temi, nel novero dei principali paesi occidentali”. Poi il secondo “grazie, più personale, da emiliano quale io sono – ha concluso il leader Pd – La scelta di confermare, nonostante il terremoto, la vostra manifestazione, trasformandola anche in una grande concreta manifestazione di solidarietà per le popolazioni terremotate è una scelta non scontata, ma giusta e coraggiosa, che può aiutare a tenere i riflettori accesi su queste vicende e a far capire che la vita”.