Dopo le furiose polemiche per la spartizione dei consiglieri, la nomina del vertice Agcom non ha destato sorpresa: ieri sera il Consiglio dei ministri ha scelto senza tentennamenti il candidato in pectore, Marcello Cardani.

Solo tre mesi fa l’illustre professore che insegna Economia politica alla Bocconi era stato citato come nume tutelare dall’ex assessora all’industria della Sardegna, Concetta Rau, sotto processo per una storia di fondi europei. “È stato l’economista Angelo Marcello Cardani a suggerire all’amministrazione Soru di creare una società a controllo regionale che partecipasse al bando per il rilancio della miniera di Silius” ha spiegato la difesa ben impressionando i giudici che, tra una posizione stralciata e una verifica puntuale, sembrerebbero inclini a rivalutare favorevolmente l’intera questione. Perché, in effetti, il professor Cardani incute rispetto coi suoi modi fermi e un curriculum più che europeo. Anzi, manifestamente internazionale.

Classe 1949, laurea in Economia e commercio presso l’Università Bocconi, Master Degree in economia alla London School of Economics and Political Science, Visiting fellow al National Bureau of Economic Research di New York e Visiting assistant professor of Economics alla New York University. Soprattutto, dal 1995 braccio destro di Mario Monti quand’era commissario europeo al Mercato Interno e poi vice capo di gabinetto quando giunse l’incarico alla Concorrenza con dossier bollenti stile Microsoft. Ma Cardani non s’è mai scomposto troppo, e per questo è stato scelto come membro del board di Pioneer Investiments, l’unica società di gestione risparmio ‘italiana’ attiva in tutto il mondo, acquistata nel 2000 da Unicredit e con sede in Irlanda: filiali in ventidue Paesi, 156 miliardi di euro gestiti (dato aggiornato a marzo 2012).   

Insomma Cardani è uno che sa il fatto suo, ma non vanta esperienza alcuna in materia di comunicazione, televisione e affini. Eppure, nel giro di pochissime settimane, dovrà affrontare questioni assai spinose partendo dal mistero del beauty contest per arrivare al – possibile – rinnovo del sistema mediatico italiano attraverso la regolamentazione del copyright sul web e della nuova rete in fibra ottica, nonché la delicatissima questione dell’emendamento sull’ultimo miglio della rete di Telecom Italia.

In più, le norme sulla par condicio che dovranno regolare la campagna elettorale 2013. Se non 2012.

Il Fatto Quotidiano, 9 Giugno 2012