Alla fine la fusione fra i liberali (ex Forza Italia) e i nazionalisti (ex Alleanza nazionale) sembra non reggere la vertiginosa perdita di consenso dell’unico collante che permetteva questa fusione, il carisma di Silvio BerlusconiIl fondatore del partito, artefice di tanti successi elettorali e altrettanti fallimenti governativi, sembra essere diventato un peso per la formazione più importante del centrodestra, il Pdl, reduce dal tracollo delle amministrative di giugno e oggetto di sondaggi impietosi. Il 3 giugno l’osservatorio Demos-Repubblica dava il partito al 17,4% (contro il 29,8 del settembre 2010) e la popolarità di Berlusconi a fondo classifica: 22,8% contro il 52,1 del premier Mario Monti

Complici forse anche le elezioni in Grecia, dove il partito Alba dorata ha ottenuto buone percentuali di consenso sfruttando l’appeal del richiamo identitario (che sfocia però nel filo-nazismo), l’ex ministro Giorgia Meloni ha preso coraggio e, intervistata dal Messaggero, ha dichiarato: “Bisogna sgombrare il campo dalle indiscrezioni che ogni giorno parlano di casting per under 40 o di liste civiche guidate da show-men”. In effetti l’ex titolare della Gioventù ha un buon curriculum da spendere: non solo l’età (ha 33 anni) molto al di sotto della media dei suoi colleghi deputati, ma anche l’esperienza politica sin dall’adolescenza. Unica “pecca”, agli occhi degli elettori, essere rimasta ministro proprio nell’ultimo governo Berlusconi anche dopo la scoperta del famigerato “bunga bunga”.

La pupilla di Ignazio La Russa dà un’ultimatum al suo partito: “O si cambia radicalmente entro giugno e si smette di discettare ancora di assurde scomposizioni in liste e partitini, o anche la nuova destra è pronta a riorganizzarsi e coloro che provengono da An si sentono più attrezzati di altri”. Lei che insieme al presidente della Calabria Scopelliti (indagato per abuso d’ufficio e falso in atto pubblico) aveva proposto una mozione al Pdl per un “codice etico” del partito (requisiti di moralità e incompatibilità con le cariche elettive), oggi rilancia la proposta con la richiesta di introdurre “il 100 per cento di democrazia e di meritocrazia per selezionare una nuova classe dirigente che guardi al merito”. Al segretario Angelino Alfano la presidente di Giovane Italia prova a dare un consiglio: “Faccia il 40enne non il democristiano e ristrutturi davvero il partito proponendo agli italiani una politica nuova basata su alcune proposte forti e concrete”.

Poi in chiusura, l’ex dirigente di Azione Giovani stempera i termini: “La destra può benissimo essere rappresentata all’interno del Pdl purché non ci facciano sentire ospiti nella casa che abbiamo contribuito a fondare”.