François Hollande, il presidente dalla vita semplice, l’anti bling-bling, che si sposta in auto e rinuncia al jet privato. Il politico che abita ancora in un anonimo appartamento parigino e che non frequenta i miliardari. Insomma, l’anti-Sarkozy. A “disturbare” quest’immagine austera, del politico di sinistra onesto, però, si stanno sommando diversi incidenti di percorso dei compagni di partito. Brutte storie di carte di credito che pompano allegramente soldi da imprese pubbliche. O di appalti pubblici trafficati.

L’ultimo incidente di percorso del Partito socialista francese riguarda François Pupponi, originario della Corsica, ma sindaco di Sarcelles, alla periferia di Parigi. E deputato all’Assemblea nazionale: anzi, candidato (e favorito) nella stessa circoscrizione alle legislative, ormai imminenti (il primo turno si tiene questa domenica). Ebbene, come indicato da Le Monde (un giornale in realtà piuttosto favorevole alla sinistra), Pupponi avrebbe effettuato pagamenti personali per un totale di 26mila euro con la carta di credito di Sem Chaleur, una società pubblica che a Sarcelles gestisce il riscaldamento delle case di 40mila abitanti in questa cittadina popolare dell’hinterland della capitale. E’ un rapporto di polizia a indicare la lista dello shopping del deputato. Che comprende notti all’Hotel de Napoléon, nello chicchissimo ottavo arrondissement di Parigi, pasti al Train bleu, l’esclusivo ristorante della Gare de Lyon, o al Café de Flore.

La carta ha finanziato anche diverse scappatelle in provincia. Si tratta di pagamenti effettuati tra il 2004 e il 2006, quando Pupponi era presidente della Sem. Da sottolineare: nello stesso periodo gli utenti della società, perlopiù famiglie di vecchi alloggi popolari, costruiti nel passato in questa ex periferia operaia (oggi con un alto tasso di disoccupazione), subirono svariati problemi con il riscaldamento di casa, compresi blocchi a ripetizione. Il deputato si è già difeso di fronte alle forze dell’ordine, sottolineando che quelle spese erano relative a incontri di lavoro effettuati nell’interesse dell’impresa, ad esempio per i negoziati con Dalkia, filiale del gruppo Veolia. Ma i diretti interessati, gli uomini d’affari che avrebbero dovuto incontrarlo, hanno già in gran parte smentito. Il rapporto, relativo all’inchiesta preliminare, è stato consegnato nei giorni scorsi alla procura, che deve decidere se procedere o meno contro Pupponi. Ma che, probabilmente, sta aspettando che si chiudano le elezioni politiche. Il nome di Pupponi, personaggio influente nel Ps, amico di Dominique Strauss-Kahn, era già emerso nei mesi scorsi pure in una storiaccia legata al banditismo corso e al gioco d’azzardo, sul quale la polizia sta ancora indagando. Ma lui non aveva rinunciato a candidarsi alle legislative. Non è il solo caso imbarazzante per Hollande. La lista di scandali che hanno colpito di frequente il Ps, in realtà, è lunga.

Vedi Jean-Noel Guerini, presidente della provincia di Bouches-du-Rhone (Marsiglia), già incriminato per aver favorito il fratello, proprietario delle discariche dell’area, in alcuni appalti, e per il quale il Senato, di cui fa parte, ha deciso in marzo di togliere l’immunità parlamentare (Guerini resta, comunque, almeno per il momento, attaccato alla poltrona e si rifiuta di dimettersi). O ancora Robert Navarro e la cosiddetta “pizza connection”: questo senatore faceva parte dei consiglieri più stretti di Hollande al momento delle primarie dell’anno scorso. Poi è stato allontanato a causa di un brutto affare (ancora) di carte di credito (40mila euro di spese in meno di tre anni praticamente nella stessa pizzeria… e provenienti da fondi del Ps).

Senza considerare altri nomi altisonanti, in particolare Jean-Pierre Kucheida, barone del Ps nel Nord (al centro di un’inchiesta per finanziamenti occulti), o ancora Roland Ries, sindaco di Strasburgo, vicinissimo a Hollande, sempre più minacciato da un’incriminazione per studi tecnici fasulli, finanziati dalla sua amministrazione municipale, per la costruzione di un tram in Mali. Nonostante tutte queste vicende imbarazzanti, comunque, il Partito socialista, dopo la vittoria di Hollande, resta il grande favorito delle elezioni politiche, che iniziano questo fine settimana. Secondo l’utimo sondaggio pubblicato, quello dell’istituto Csa, il partito otterrebbe il 32,5% dei consensi e, con i suoi alleati, arriverebbe a un totale del 45,5% per la sinistra. L’Ump, il partito di centro-destra, invece, si fermerebbe al 32,5% ed esclude qualsiasi alleanza con il Front National di Marine Le Pen, che si aggiudicherebbe il 14 per cento.