Tutto esaurito per il concerto di Bruce Springsteen. Ma tra il pubblico di San Siro c’è anche chi, il biglietto, non se lo è dovuto pagare. Come diversi assessori, consiglieri e dipendenti del Comune di Milano. Che a ogni evento, concerto o partita che sia, possono contare sui 320 ingressi omaggio distribuiti da Palazzo Marino. Un privilegio mica male, visto che dall’inizio della legislatura targata Pisapia i ticket gratis per lo stadio sono stati 14mila.

Stasera a cantare sulle note del Boss ci sarà pure Marco Cappato, consigliere comunale dei Radicali. Ma lui, i biglietti, se li è comprati da sé. Mentre per quelli omaggio ha organizzato, come le altre volte, una lotteria gratuita su Internet perché se li aggiudichi qualcun altro. Simile la scelta di Carlo Monguzzi del Pd, che li dà via attraverso Facebook. Anche Mattia Calise, consigliere del Movimento 5 stelle, non vuole gli ingressi gratis: “Quando ero a Palazzo Marino da pochi giorni – racconta – mi sono arrivati in una busta quattro biglietti per il concerto di Vasco”. Stupito, Calise li ha mandati indietro, e da allora non gli hanno più mandato alcun omaggio.

I biglietti sono in molti a tenerseli: vanno ai membri della giunta, ai consiglieri comunali, ai dipendenti di Palazzo Marino, ai presidenti dei consigli di zona e, quelli che avanzano, a diverse associazioni no profit. C’è chi va allo stadio quando gioca l’Inter, come il consigliere del Pd Andrea Fanzago, chi lì dà al figlio o ai parenti, come Riccardo De Corato, che in Aula siede sui banchi del Pdl. Loro, del resto, non lo considerano un privilegio da Casta. Il presidente del consiglio comunale, Basilio Rizzo, è della stessa idea e non ci vede nulla di male, dal momento che i consiglieri comunali non hanno stipendi d’oro come quelli regionali o come i parlamentari, ma ricevono un’indennità intorno ai 1.500 euro mensili. “E – aggiunge sulle pagine locali di Repubblica – il Comune non spende un centesimo di denaro pubblico”, visto che quei biglietti sono previsti dalla convenzione che dal 2000 lega Palazzo Marino, proprietario dello stadio, a Inter e Milan, le due società che lo gestiscono.

Sulla convenzione ha fatto però i conti Cappato. “Scade nel 2030 – spiega -. Il valore degli ingressi che verranno distribuiti nei prossimi 18 anni è di circa 20 milioni di euro”. Insomma, se si cambiasse il contratto trentennale, la giunta avrebbe un modo in più per impinguare le casse comunali. Oltre ai biglietti di San Siro, ci sono poi quelli per i teatri della Scala, degli Arcimboldi e del Piccolo. “Alla Scala il Comune ha a disposizione due palchi e alcuni posti in platea, per un valore di 500mila euro all’anno. La convenzione scade a fine anno: se il Comune decidesse di tenersi solo un palco, potrebbe ricavare 300mila euro in più”. Anche Calise è a favore di una modifica dei contratti che prevedono gli ingressi omaggio e a questo proposito ha presentato una mozione. Un ripensamento, tra l’altro, non sarebbe nemmeno inedito nel panorama delle grandi città europee: pochi mesi fa l’amministrazione comunale di Berlino ha deciso di azzerare i “benefit di rappresentanza”.

Per il momento, però, i ticket ad assessori e consiglieri non si toccano. Da Chiara Bisconti, responsabile in Giunta per Sport e tempo libero, è arrivato solo l’annuncio di misure per rendere più trasparente la distribuzione degli omaggi: da fine agosto i biglietti per San Siro saranno nominali, per evitare che non si sappia nemmeno a chi vanno a finire, e quelli inutilizzati andranno a rotazione ad associazioni e scuole che ne facciano richiesta. “La trasparenza non è tutto – commenta però Cappato – è giusto che rimanga una piccola quantità di posti riservati a esigenze di protocollo, ma 320 sono troppi”. E i privilegi elargiti da Palazzo Marino nemmeno si limitano ai biglietti. Vanno aggiunti 5mila pass per le corsie preferenziali riservati non solo ai politici di Comune, Provincia e Regione, ma anche a senatori, deputati, banchieri, magistrati, medici e giornalisti. E ancora, un numero imprecisato di pass per parcheggiare gratuitamente nelle strisce blu e di tessere della Sea (la società che gestisce Linate e Malpensa) per lasciare l’auto all’aeroporto senza tirare fuori un centesimo.

“Non abbiamo bisogno di queste stupidate – dice Cappato – quando come consiglieri comunali siamo ridotti senza strumenti di lavoro”. Più risorse per fare attività politica, questa l’esigenza. E fa niente se Springsteen dal vivo non lo si ascolta gratis.

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