Aveva minacciato querela Silvana Mura, deputata e tesoriere dell’Idv, dopo le dichiarazione dell’avvocato Domenico Morace, ex coordinatore bolognese dell’Italia dei Valori, che accusava il partito di Di Pietro di aver gestito in modo anomalo i fondi ricevuti dalla Regione Emilia Romagna dal 2005 al 2010. E oggi Mura si è presentata spontaneamente in procura a Bologna per depositare la sua denuncia per diffamazione, allegando una memoria, “per tutelare il mio nome e quello del partito”.

La procura di Bologna circa un mese fa ha aperto un fascicolo conoscitivo sulla vicenda interna all’Idv. Il pm titolare delle indagini, Antonella Scandellari, ha acquisito gli articoli di stampa sulla bufera e ha delegato la guardia di finanza per sentire lo stesso Morace. Si parla di una grossa somma di denaro: 450 mila euro, che Paolo Nanni, allora capogruppo e unico consigliere regionale Idv, avrebbe speso in modo non troppo trasparente. Questa è l’accusa di Morace, che parla di due flussi di soldi.

Uno relativo alle spese del personale, che – dice Morace – sarebbe stato usato da Nanni per assumere la figlia in Regione. Il secondo, ben più consistente, relativo invece alle spese di natura politica. Morace dichiara di non aver mai visto quei soldi, e di aver segnalato la particolare vicenda a Silvana Mura.

E ancora secondo l’avvocato Domenico Morace, Mura avrebbe confermato quelle irregolarità, grazie ad un’attività interna di indagine da lei attivata. Il braccio destro di Di Pietro avrebbe poi promesso di fare pulizia per le regionali del 2010, ma – accusa Morace – quella promessa non fu mantenuta.

Inoltre due anni fa, dopo le prime accuse di Morace, volarono parole grosse con Nanni, e l’avvocato presentò denuncia per diffamazione. Adesso Paolo Nanni siede in Provincia e ha minacciato anche lui querela, dichiarando di non aver fatto nulla di illecito, ma di aver usato i soldi per farsi pubblicità nelle tv locali dove si va a pagamento e per alcune consulenze.

Nanni, presidente del gruppo Italia dei Valori a Palazzo Malvezzi, intanto si è autosospeso dal suo ruolo di consigliere dopo che comparve fra i nomi eccellenti finiti nelle carte dell’inchiesta sui pass per invalidi della procura di Bologna; non era comunque indagato, perchè il caso era un presunto utilizzo indebito di permesso H, e si tratterebbe quindi di una violazione amministrativa. Le targhe del politico e di alcuni suoi stretti familiari sarebbero state agganciate a un tagliando di un disabile, che però era morto da circa due anni. Nanni non ha mai restituito il pass e non ha mai comunicato al Comune di Bologna la morte del parente.

Silvana Mura intanto è passata dalle parole ai fatti, depositando la sua denuncia sulla scrivania del pubblico ministero, accusando Morace di non raccontare la verità. Morace, secondo quanto spiega Mura, le avrebbe riferito di presunte anomalie, ma la coordinatrice regionale, dopo aver visto le voci di spesa depositate presso i revisori dei conti non notò alcuna incongruità, altrimenti “sarei corsa in procura”.  Morace, ha dichiarato Silvana Mura, “ha detto cose false”. Ma anche nell’eventualità che “le cose che afferma fossero vere, cioè che Nanni non ha usato i soldi per attività istituzionali, l’Idv sarebbe parte lesa”.

Morace aveva coinvolto nella vicenda anche Antonio Di Pietro, che sarebbe stato al corrente della questione, ha raccontato. Il leader dell’Idv, in linea con il suo braccio destro Mura, era corso ai ripari, dichiarando che “siccome è una cosa che non può essere vera, denuncerò questa persona che ha rilasciato la dichiarazione. Provvederò a difendere il buon nome del partito nelle opportune sedi”.