Un altro evento culturale che per molti, anche questa volta, con la cultura c’entra ben poco. Dopo aver concesso una sala all’ex Ordine nuovo, Franco Freda, per la presentazione di un libro – evento annullato dopo la pioggia di polemiche e premiato col “Microfono d’oro” l’ex Nar Mario Corsi, adesso il Comune di Roma si appresta ad ospitare il premio Duelli-Gallitto. Per capire di che premio stiamo parlando e a chi è intitolato bisogna andare un po’ indietro negli anni: settembre ’43 (armistizio di Cassibile), alcuni ufficiali della Regia Marina, guidati dal comandante Junio Valerio Borghese, decidono di continuare la guerra al fianco di Benito Mussolini e del Terzo Reich. Mantenendo il nome dell’unità speciale a cui appartenevano, fondano uno dei corpi militari della Repubblica di Salò: la X Mas. In questi due anni – si arresero nell’ aprile 1945 al Comitato di liberazione nazionale – gli uomini e le donne della Decima, agli ordini dei nazisti, non solo contrastarono l’avanzata alleata dopo lo sbarco di Anzio, ma operarono rastrellamenti e deportazioni degli ebrei italiani e trucidarono partigiani. Alcuni di quali vennero impiccati con un cartello “hanno tentato con le armi di colpire la Decima”). Tra quegli uomini e quelle donne appartenenti alla X Flottiglia Mas RSI c’erano anche il comandante Bartolo Gallitto e l’ausiliaria scelta Raffaella Duelli.

Ad ospitare il prossimo 19 giugno l’evento – giunto alla sua terza edizione –, organizzato dalle associazioni “Combattenti Decima Flottiglia MAS”, “Campo della Memoria” e “Armata Silente”, sarà ancora una volta la sala Pietro da Cortona dei Musei Capitolini. Immancabili le proteste: “Già è difficile comprendere come tali associazioni, in palese contrasto con la Repubblica Italiana, con la nostra Costituzione e i valori della democrazia su cui essa è fondata, possano ancora essere tollerate – lamenta consigliere regionale del Pd Enzo Foschi – Trovo ancora più assurdo e sconcertante però constatare come il Campidoglio ne favorisca l’accesso e ne ospiti le iniziative nelle sale più prestigiose del Comune di Roma. Alemanno – conclude Foschi – spieghi al più presto perché dentro gli uffici di un’istituzione che è cuore della nostra Repubblica, sia possibile venga celebrata la Repubblica Sociale di Salò”. L’ Anpi si augura che l’appuntamento “venga immediatamente cancellato”.

A turbare l’associazione dei partigiani e non solo, però, c’è anche un’altra questione: la volontà del Comune di Roma di dedicare una via allo storico segretario del Msi, Giorgio Almirante. Un’idea lanciata da Alemanno già all’indomani della sua elezione a sindaco di Roma e proposta più volte. L’ultima pochi mesi fa, quando il primo cittadino aveva chiarito “una strada dedicata a Giorgio Almirante, si, ma solo quando sarà un’idea condivisa e tutti comprenderanno il reale significato del suo percorso storico-politico”. La volontà insomma rimane, la proposta è soltanto accantonata. Ma a Roma c’è qualcuno che freme, che ad aspettare “l’approfondimento storico, che deve fare la Commissione Toponomastica”, di cui parla Alemanno, non ci pensa proprio. Poche settimane fa, in occasione dell’anniversario della morte dell’ex leader missino, alcuni militanti di Gioventù Italiana (il movimento giovanile de “La Destra”) avevano cambiato nottetempo il nome di cinquanta strade di Roma, intitolandole – con alcuni adesivi – a Giorgio Almirante. Un’azione simbolica per “rinfrescare la memoria del sindaco Alemanno e chiedere la nomina immediata di via Giorgio Almirante nella Capitale”. A compiere un gesto più concreto ci ha pensato invece la commissione Affari Generali del II Municipio, che due giorni fa ha avviato l’iter istruttorio per l’intitolazione di viale Liegi ad Almirante. Non una traversa dell’estrema periferia di Roma, ma la centrale arteria che congiunge viale Regina Margherita e viale dei Parioli. “Un gesto dovuto – spiega al fattoquotidiano.it il presidente della commissione e capo gruppo de La Destra, Roberto Cappiello – fosse per me intitolerei una strada ad Almirante anche domani. E’ un dovere poi dedicargli un’elegante strada dei Parioli, quartiere in cui vive Donna Assunta, e vicina a Piazza Ungheria (storica piazza nera, ndr)”. Ma quello della seconda circoscrizione è un parere “la competenza – dice – è del Comune”. Riferendosi poi ai membri del Pd, che in commissione hanno dato parere contrario alla proposta presentata dall’esponente della Destra, domanda: “Sarebbero costoro le persone con cui condividere l’intitolazione di una via al padre della destra italiana, sindaco Alemanno? Proseguiremo la nostra battaglia, anche perché – spiega Capiello – per fortuna ci sono anche altri partiti d’opposizione con cui dialogare come Udc, Sel e Api. Già nel XII Municipio – ricorda – il capogruppo del partito di Rutelli votò una mozione del genere”.

In questi giorni l’Anpi può gioire per l’annuncio dell’assessore alla Cultura e al centro storico di Roma Capitale, Dino Gasperini, di voler intitolare una strada al partigiano e gappista Rosario Bentivegna. Anche se è incomprensibile per l’associazione dei partigiani la par condicio, che “impone” al contempo di dedicare una strada all’ufficiale della Guardia di Finanza, ucciso dallo stesso Bentivegna, “il quale agì, come accertato dagli organi di giustizia – ricorda l’Anpi –, per legittima difesa”. E non rimane di certo indifferente davanti alla proposta di dedicare una strada ad Almirante, “tra i principali esponenti dell’antisemitismo italiano e della Repubblica di Salò”, annunciando: “Ci opporremo con determinazione, nelle piazze e con azioni legali”.