La definizione “deboli”, data dal presidente Garimberti alla fine del suo governo sui prossimi palinsesti Rai, a pochi giorni dalla presentazione agli inserzionisti, è allarmante. Un po’ come se la Fiat alla vigilia del Salone dell’automobile dichiarasse che la sua produzione non è all’altezza del mercato.

Morale: qualcuno dentro alla Rai non ha fatto il proprio dovere. Provvedimenti? Ovviamente nessuno, come sempre. Rai2, la rete che sul mercato tv è quella che nell’ultimo anno è collassata (troppe teste che decidono?), ha avuto un anno intero per pensare alla sostituzione di Annozero e del suo conduttore Santoro, invece, dopo una stagione al palo si presenta alla festa della Sipra con un buco sulla prima serata del giovedì, quella storica dedicata all’approfondimento. Nel frattempo la concorrenza si è consolidata: Gad Lerner ha raddoppiato l’ascolto dell’Infedele; Santoro, non solo non è sparito come qualcuno si augurava, al contrario è riuscito a inventare per Servizio Pubblico una tv multipiattaforma e oggi è il più corteggiato sul mercato, anche dalla stessa Rai. Formigli su La7 con Piazza pulita è stato la rivelazione della stagione con punte di share dell’8 per cento. L’unico nome proposto è stato quello di Minoli (importante autore televisivo ma non buono per tutte le stagioni, perché condizionato dal potere, soprattutto dal suo), forse un’alternativa c’è senza bisogno di sgretolare la mattina di Rai3. Vianello è stato a un passo da Rai2 con il suo Agorà.

In aiuto di Rai3 sono arrivati i Gasparri, i La Russa, i Romani che hanno visto nell’operazione un tentativo,  da parte del Pd, di entrare nella fortezza Pdl-Lega. È incomprensibile come nessuno abbia pensato a Paragone che, con l’Ultima parola, ha il record di ascolto della seconda serata di Rai2 (alcune puntate hanno raggiunto anche il 15 per cento di share), in prima serata sicuramente avrebbe fatto meglio di Minoli (3 per cento). Paragone è l’unico che ha portato il mondo del web e dell’associazionismo sulla tv generalista. Questo, evidentemente, disturba il grande manovratore. Il presidente Garimberti ha detto che bisognerebbe avere il coraggio di pescare all’interno dell’azienda. Condivido. Provo a fare qualche nome: Duilio Giammaria l’inviato del Tg1, con un passato di grande ascolto a Uno mattina; Oliviero Beha, Brontolo su Rai3 funziona benissimo; Santo Della Volpe, Giovanna Botteri, la corrispondente da New York; Sigfrido Ranucci, il coautore di Report, grande talento per le inchieste; Maria Cuffaro, Barbara Serra la giornalista di al Jazeera che da alcuni anni si divide tra Londra e Rai3. Tra i volti meno noti: Sabrina Giannini e Stefania Rimini. Un giovane mi ha molto colpito in questi giorni di terremoto: Maurizio Bonini di Skytg24, su di lui mi piacerebbe scommettere. I bravi ci sono, ma non basta avere il coraggio di proporli, bisogna dire no a quelli “obbligati” dai padrini.
Il Fatto Quotidiano, 6 Giugno 2012