Carlo MassariniUna chiacchierata di trentacinque minuti con Carlo Massarini, può essere sufficiente per comprendere cosa significhi conoscere a fondo la musica e i suoi degni protagonisti; quarant’anni di carriera, suddivisa tra l’attività di giornalista, speaker radiofonico e infine conduttore televisivo.

Passato, presente e futuro di un ragazzo di sessant’anni, raccontati attraverso l’indiscutibile verve che da sempre lo contraddistingue.

1 •  Carlo, partiamo da una data, il 12 maggio 1981: nasce Mister Fantasy, un programma di culto.

Una trasmissione rimasta nel subconscio delle persone. Considerando che sono passati più di trent’anni e ancora se ne parla, si può dire che Mr. Fantasy sia diventato parte dell’ immaginario giovanile di quell’epoca.

1 bis • Tra l’altro era una proposta trans-generazionale…

Lo guardavano sia i ragazzini che gli adulti anche se credo che la presa maggiore fosse su quella fascia d’età maggiormente predisposta alle novità individuabile tra i 15 e i 25 anni.

2 • Su Rai Uno andava in onda “il futuro”

Era televisivamente parlando un format all’avanguardia, un po’ per i video clip, un po’ per lo studio nel quale io mi muovevo tutto vestito di bianco, senza dimenticare le interviste.

2 Bis • Erano “i favolosi” anni 80.

Si usciva “dal nero”, da una fase vagamente definibile come Post Punk, anche se la New Wave – corrente musicale inglobata in quel periodo – in verità stava vivendo la sua grande stagione.

3 • Un’epoca perfettamente in antitesi rispetto al decennio precedente…

Gli anni 80 rappresentarono la grande riscoperta del colore; a farla da padrone era il look: pizzi, merletti, baffi… senza dimenticare i capelli cotonati e le giacche con spalle larghissime. Mi vengono in mente i Duran Duran e Boy George. Un periodo che certamente portava con sé un distacco totale dall’idea – per così dire – sdrucita del Punk.

3 bis • I video clip, una folgorazione.

Considera che a quei tempi non esisteva ancora Video Music o canali come Mtv, Mr. Fantasy è stato il primo programma al mondo incentrato sui video.

4 • Su quali basi venivano scelti?

In base all’originalità, la ricchezza estetica del prodotto non era sempre sinonimo di garanzia. Era quello un periodo di grande sperimentazione, si poteva incappare in qualche grossolana pacchianata così come in qualcosa di realmente innovativo.

4 bis • Ad un certo punto nella scaletta della trasmissione spuntava Mario Luzzatto Fegiz con le sue interviste;  la mia generazione spegneva la tv…

(Sorride) Mr. Fantasy era giocato sulla fantasia, sull’iperspazio e la mia figura “aliena” s’inseriva in quel contesto, quella di Mario era di contro “molto terrestre” e ciò creava uno stacco fortissimo con il resto. Fece soltanto le prime due edizioni.  Certo è che le sue interviste, ai giorni nostri, sono ancora dei momenti di grande televisione.

5 • Gli anni di Mr. Fantasy come si diceva coincidono con la New Wave. Che ricordi hai di quel periodo?

La New Wave arrivava da molto lontano, nasceva da una sorta di elaborazione del Punk, ma non solo, potevano emergere contaminazioni diverse tra rock ed altre forme musicali; questo sempre a seconda dei gruppi, se penso ad esempio al sound dei Talking Heads mi vengono in mente le prime “avvisaglie di Africa” unite alla musica rock.

5 bis • America e Inghilterra, due linguaggi musicalmente e storicamente differenti.

Bisogna capire cosa s’intende per New Wave. Sono fondamentali le differenze che intercorrono tra i generi e i vari gruppi che la compongono. In quel momento comincia a spezzettarsi, a frammentarsi la musica, cosa che poi sarebbe avvenuta in maniera più definita negli anni 90 e in quelli a seguire.

6 • La tua posizione ti ha permesso di avvicinare ogni artista possibile. Qualche ricordo?

Mi viene in mente David Bowie, lo intervistai nel 1977. Mi colpì la sua vivacità intellettuale e non solo in termini musicali; aveva una lunga storia dietro e ne avrebbe avuta una anche davanti.

6 bis • Il tuo excursus musicale ti ha portato, tra le altre cose, alla creazione di un libro, Dear Mr Fantasy, un tomo di 352 pagine.

Ho scansionato quindicimila foto, alcune delle quali sono finite in un libro che in Italia mancava, in grado di raccontare non solo un genere musicale ma un’epoca come quella che va dalla fine degli anni 60 fino alla metà degli anni 80.

7 • Un viaggio nel tempo…

Come direbbe Franco Battiato, un transito celeste. Avevo voglia di raccontare la mia esperienza, compiutasi attraverso epoche, artisti, concerti, interviste…

7 bis • E a proposito di gruppi, potresti indicarci qual è secondo te la band in assoluto più sottovalutata e quindi da riscoprire ai giorni nostri?

Bella domanda. Oramai è stato ripescato l’impossibile. Per certi versi forse ancora oggi i Traffic rimangono ai margini, perlomeno dal mio punto di vista. Mi vengono in mente anche i Little Feat, una band straordinaria.

 8 • Qual è lo stato di salute attuale del rock?

Non sono molto attento al rock in quanto genere musicale. In tutta sincerità non sono in grado di fare una disamina approfondita: Kasabian, Franz Ferdinand Arctic Monkeys, tutta roba appartenente ai miei figli. Io ascolto del buon vecchio Blues oppure amo perdermi nei meandri infiniti della musica etnica. Mi vengono in mente Tinariwen, Tamikrest ma anche Mercant Dede. Ecco, se dovessi consigliare un album di questi anni, credo sarebbe proprio il suo (‘800’).

8 bis • La ritualità collegata all’acquisto dei dischi esiste anche con l’avvento di Amazon e consimili oppure è morta con la chiusura dei negozi?

Se prima si andava nei negozi a spulciare con la testa china sopra gli scaffali, ora si fa comodamente dal computer ma il pacchetto che ti arriva a casa dopo qualche giorno, genera lo stesso tipo di piacere.

9 •  Carlo, nemmeno tu sfuggi alle 9 canzoni…

Devo pensarci, te le mando via mail…

9 canzoni 9 … di Carlo Massarini

Lato A

Mercanistan • Mercan Dede ( ‘800’)

Blue Jeans • Lana del Rey (Born to Die)

Bubuia • Ceu ( da Vagarosa)

Mannish Boy • Muddy Waters (‘MW Live’)

Lato B

The Hidden Garden/Naima • Bill Laswell’s Material (Hallucination Engine)

Wiyathul • Gurrumul Yunupingu (‘Gurrumul’)

Voodoo Chile • Winwood Clapton (Live at Madison Square Garden)

Alkatou • The Tourè-Raichel Collective Alkatou (Tel Aviv Sessions)

Going Home • Leonard Cohen (Old Ideas)