Ieri Henri Proglio, già alla guida del colosso energetico Edf, è stato nominato anche  presidente di Edison, l’utility italiana, ormai controllata dal gruppo d’Oltralpe. Una notizia data per scontata da tempo. Ai media francesi restava solo un’insana curiosità, tipica di questi tempi, della Francia governata dai socialisti: ma Monsieur Proglio si beccherà un lauto stipendio anche a Milano? Ebbene, no. Apparentemente la campagna di François Hollande contro le eccessive remunerazioni dei manager sta avendo degli effetti pure in Italia…

E’ una delle sue battaglie: ridurre i salari dei superdirigenti. I consiglieri di Hollande stanno mettendo giù un nuovo provvedimento, che dovrebbe essere presentato nei prossimi giorni. E che potrebbe passare speditamente sotto forma di decreto. L’idea di Hollande è ridurre a 1 a 20 il rapporto fra lo stipendio più basso e quello più alto all’interno di una stessa azienda. Potrà farlo, ovviamente, solo nei gruppi pubblici o in quelli dove lo Stato francese rappresenta l’azionista di riferimento. E’ molto probabile che la regola sarà imposta anche ai contratti in essere.

In certi casi, in realtà, il rapporto di 1 a 20 è rispettato, come in Sncf, l’ente ferroviario. Altrove, invece, no, vedi proprio l’Edf di Proglio. Monsieur intasca 1,6 milioni di euro lordi all’anno, 63 volte di più dei dipendenti con gli stipendi più bassi del gruppo. E’ proprio con gli ingaggi proposti a personaggi come Proglio (amicissimo di Nicolas Sarkozy, da lui chiamato alla testa di Edf nel 2009), che nel quinquennio dell’ex Presidente francese gli stipendi dei manager del settore pubblico, un tempo contenuti rispetto al resto dell’Europa, sono andati fuori controllo. Hollande vuole ritornare ai vecchi tempi. Senza considerare che intende applicare pure il 75% di aliquota ai redditi annui superiori al milione di euro annui…

Henri Proglio (62 anni, figlio di fruttivendoli piemontesi che avevano il loro banchetto sul porto di Antibes, uno che è salito sempre più in alto, determinato, animato da una buona dose di ambizione e aggressività) ha fiutato che i tempi sono cambiati. Ha già proposto, se sarà necessario, di sottoporsi (generoso…) a una decurtazione dello stipendio del 68%, per adeguarsi alla regola che l’Esecutivo vuole introdurre. Lui che, nel 2009, quando sbarco’ a Edf, cercò di mantenere la presidenza del consiglio d’amministrazione della sua precedente azienda, Veolia, così da conservare anche una parte del salario, e cumulare ben due milioni di euro… Quando quel tentativo (un sopruso) divenne di dominio pubblico, scoppiò un vero patatrac: Monsieur dovette rinunciarvi.

Proglio, lo abbiamo visto, è astuto. E ha capito che con Hollande i tempi sono cambiati. Così, il sito di Challenges, il principale settimanale economico francese, ha indicato ieri sera che no, a Monsieur Proglio non verrà corrisposto uno stipendio come presidente dell’italiana Edison (i soldi previsti, comunque, oltre 600mila euro, finiranno nelle casse della francese Edf…). No, Proglio non cercherà di compensare l’assai probabile taglio al suo salario in Francia con un altro in Italia. Ha evitato la furbata, che è poi quello che tento’ , sotto mentite spoglie, nel 2009.  

Un’era è finita, quella bling bling, del suo amico Sarkozy. Dei soldi facili. Degli indennizzi a gogo. Proglio, silente, si adegua.