Voteresti Saviano? I certamente no sono tanti: precisamente l’82 per cento degli intervistati dalla Digis, che prova a sondare l’umore degli italiani verso il fenomeno “Liste civiche” in vista delle elezioni nazionali del 2013. Dopo l’annuncio dato da Il Giornale, il nome dell’autore di Gomorra è stato sussurrato da tanti in questi giorni, con voci insistenti che hanno parlato di una lista Repubblica, voluta da De Benedetti, Scalfari e Mauro come “stampella” del Pd. Dopo diversi mal di pancia fra i democratici, lo stesso Saviano ha smentito una sua candidatura, ma non il progetto. Lo scrittore partenopeo sarebbe il candidato ideale di 5 italiani su 100, mentre il 13 per cento degli intervistati potrebbe valutare di votarlo. Insomma se per molti non ha un futuro in politica, quasi un quinto del campione Digis comunque non boccia del tutto l’ipotetica scesa in campo del giovane autore.

Scomponendoli per provenienza politica, si nota che anche il Pd, salvatosi dalle dabacle dei partiti tradizionali a queste ultime amministrative, potrebbe avvertire presto un’erosione del consenso da parte di ipotetiche “facce nuove”. Fra gli estimatori di Saviano infatti primeggiano i democratici (al 5,6%), oppure chi già deluso e ora è vicino a Grillo (3,1%), mentre fra gli “astensionisti” lo scrittore raccoglie solo l’1,6 per cento dei consensi. Tutti gli altri, il 7,7 per cento sono transfughi di altre formazioni politiche. 

Oltre alla lista “Repubblica“, alla Digis hanno provato anche a verificare la tenuta elettorale di una lista “Sindaci“, in memoria dei primi anni ’90 quando i primi cittadini vennero individuati come gli unici papabili, nel pieno del terremoto politico di mani pulite. E’ stato chiesto agli intervistati se sarebbero disposti a votare una formazione politica composta da primi cittadini di sinistra del peso di Pisapia o di De Magistris. L’idea è bocciata dall’89 per cento del campione, i sì convinti sono il 2 per cento e gli interessati il 9.

Secondo i dati del sondaggio, gli scarsi consensi di cui sopra non risiedono tanto nell’idea stessa di lista civica in generale. Anzi il 35 per cento degli intervistati pensa che alle amministrative 2013 queste possono essere “un’importante apertura alla società civile”. Di parere contrario il restante 42 per cento. Scomposto, al 29 per cento non vuole più sentire di nuove formazioni politiche perché ritiene ce ne siano già troppe, mentre il restante 13 per cento ritiene che il fenomeno “lista civica” debba rimanere confinato alle sole elezioni amministrative. L’ultimo 23 per cento boccia il fenomeno non nel merito, ma in quanto lo ritiene come semplice operazione mediatica. Dietro alle liste civiche insomma vede le tradizionali formazioni politiche, che sapendo di non ottenere più largo consenso si camuffano da “semplici” movimenti di cittadini.