Scompaiono dalla bozza del decreto legge sullo Sviluppo su cui è al lavoro il Governo le norme che fissano da uno a 5 milioni di euro i tetti, diversi per tipologia di società, per la compensazione dei crediti fiscali. L’ultima rinvia all’emanazione entro 60 giorni del decreto già previsto da una legge del 2009. La norma è inserita tra le misure per rafforzare la liquidità delle imprese. Riguarda il limite massimo dei crediti di imposta e dei contributi compensabili o rimborsabili.

La relazione illustrativa spiega che il decreto legge 78 del 2009, poi convertito in legge, “aveva previsto l’elevazione dell’importo relativo alle compensazioni dei crediti mediante un decreto attuativo peraltro finora mai adottato. La norma pone pertanto un termine per la sua emanazione di 60 giorni al fine di garantire l’operatività della prevista misura per le imprese”. Resta nella bozza, incorporata in questo stesso articolo, la norma che innalza le soglie di compensazione per i versamenti Iva.

Tra le altre misure previste l’aumento dal 30 al 40% del credito d’imposta sugli investimenti in ricerca. Scompare anche la soglia minima, mentre scende da 600mila a 300mila il tetto massimo del possibile beneficio. Si tratta di un incentivo per le piccole e medie imprese. C’è infatti maggiore attenzione, nell’ultima versione delle norme, a legare gli investimenti ad un effettivo aumento dell’occupazione. Per non far decadere il diritto il numero dei dipendenti deve risultare superiore a quello in bilancio per il periodo d’imposta precedente. Ed i nuovi posti di lavoro devono essere “conservati per un periodo minimo di tre anni, ovvero di due anni nel caso delle piccole e medie imprese”. Salta, inoltre, l’aliquota del 50% del costo sostenuto per il credito di imposta sulle spese del personale legate a personale interno e nuovi assunti con contratti a progetto.

Arrivano nuovi strumenti di finanziamento per le piccole e medie imprese anche con l’introduzione della possibilità di “cambiali finanziarie” e del “limite massimo all’ammontare di cambiali finanziarie in circolazione” viene fissato “nel totale dell’attivo corrente come rilevabile dall’ultimo bilancio certificato approvato”, ossia l’importo delle attività in bilancio con scadenza entro l’anno dalla data di riferimento del bilancio stesso.

Scompare, nell’ultima bozza del decreto, l’articolo che fissava le regole per le compensazioni dei crediti fiscali, rinviando all’emanazione di un decreto ministeriale per l’identificazione dei criteri. Al suo posto, invece, arriva un articolo per la trasparenza dei rapporti economici tra Pa, imprese e cittadini. Cambia invece il passaggio sul bonus assunzione di personale qualificato previsto dal decreto sviluppo. In una nuova ultima bozza, sulla quale si è ancora al lavoro, le spese ammissibili al credito d’imposta salgono al 100%, fino ad un tetto di 300mila euro. Salta inoltre il riferimento al settore della “ricerca e sviluppo”.

Il nuovo testo, di fatto, introdurrebbe un bonus assunzione di personale con “diploma di laurea” tecnico o scientifico, anche triennale, senza considerare la tipologia e il settore in cui opera l’azienda. La norma, contenuta nell’articolo 2 del provvedimento nel quale è scritto espressamente “bozza”, prevede che a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello del 31 dicembre 2011 è istituito un credito d’imposta riservato a tutte le imprese che, indipendentemente della forma giuridica, dalle dimensioni aziendali e dal settore economico in cui operano, nonché dal regime contabile adottato, assumono personale altamente qualificato in possesso di laurea magistrale a carattere tecnico o scientifico o dottorato in ambito tecnico o scientifico, a tempo indeterminato o a tempo determinato tramite contratto di apprendistato”.

Vengono mantenuti alcuni “paletti”, come la durata triennale dell’assunzione e la mancanza di violazioni formali sia alla normativa fiscale sia a quella contributiva. I controlli vengono affidati all’Agenzia delle Entrate e le disposizione attuative devono essere emanate entro 60 giorni dal ministero dello sviluppo.

Il decreto punta infine anche sulla “trasparenza nei rapporti economici tra Pubblica Amministrazione, imprese e cittadini” grazie a una norma (“amministrazione aperta”) che compare nell’ultima bozza circolata. Prevede la pubblicità obbligatoria su internet a partire da mille euro; da sovvenzioni, contributi e sussidi a compensi per servizi, incarichi e consulenze.

Arriva una moratoria sui finanziamenti agevolati concessi dal Ministero dello sviluppo economico: può essere disposta, per una sola volta, una sospensione di dodici mesi del pagamento della quota capitale delle rate. E’ quanto prevede la bozza di dl sviluppo. Al tal fine il Ministro dello sviluppo economico, con decreto di natura non regolamentare da adottare entro novanta giorni dall’entrata in vigore del presente decreto-legge, stabilisce condizioni e criteri per la concessione di tale beneficio, nonchè i termini massimi per la relativa richiesta, prevedendone l’applicazione anche alle iniziative nei cui confronti sia stata già adottata la revoca delle agevolazioni in ragione della morosità nella restituzione delle rate, purchè il relativo credito non sia stato iscritto a ruolo, e determinando, in tal caso, modalità di restituzione graduale.

Un’ultima norma, infine, prevede che il professionista che espone informazioni false nelle attestazioni o relazione ovvero omette di riferire informazioni rilevanti, è punito con la reclusione da due a cinque anni e con la multa da 50mila a 100mila euro. L’articolo aggiuntivo prevede che “se il fatto è commesso al fine di conseguire un ingiusto profitto per sé o per altri, la pena è aumentata. Se dal fatto consegue un danno per i creditori la pena è aumentata fino alla metà”.