E’ stato arrestato in Germania Luka Rocco Magnotta, l’ex attore hard canadese ribattezzato il “killer di Montreal” perchè sospettato di aver ucciso Jun Lin, uno studente cinese di 33 anni (suo amante) che studiava alla Concordia University. La cattura è avvenuta a Berlino, in un internet-caffè a Neukoelln, un quartiere operaio della capitale tedesca. Sarebbe stato proprio il proprietario del locale a riconoscere il giovane e ad avvisare le forze dell’ordine.

La vicenda ha avuto inizio martedì scorso con il ritrovamento di un torso umano nascosto in una valigia e gettata nel retro di un edificio nel quartiere di Cote-des-Neiges, a Montreal. La vittima è stata fatta a pezzi ed un piede e una mano sono stati spediti per posta ai principali partiti politici canadesi. L’omicidio aveva scioccato il Canada. Martedì della scorsa settimana, quattro giorni dopo l’omicidio, nella sede centrale del partito conservatore di Ottawa, in Canada, era stato recapitato un pacchetto che conteneva un piede della vittima. In un altro pacchetto era stata spedita una mano, mentre il busto era stato ritrovato a Montreal. Il piede è stato recapitato agli uffici del partito conservatore canadese, mentre la mano, indirizzata alla sede del partito liberale, è stata intercettata dalla polizia in un deposito postale. Magnotta sarebbe anche l’autore del video diffuso in internet in cui si vede la vittima, nuda e legata a un letto, mentre viene brutalmente uccisa e fatta a pezzi con un punteruolo rompighiaccio. 

Da ieri si è parlato di una sua fuga in europa, perché la polizia francese ne ha trovato tracce nella capitale del paese: “Gli investigatori sono certi che Luka Rocco Magnotta sia o sia stato a Parigi almeno da venerdì”. Sempre gli investigatori francesi hanno riportato la notizia di una sua fuga dalla Francia (dove avrebbe anche commesso dei furti in una profumeria), indicando come possibili mete la Germania o la Romania. Il nome di Magnotta è stato inserito nella lista dei ricercati dell’Interpol a livello internazionale, su richiesta delle autorità nordamericane. Non è escluso, ha scritto il quotidiano britannico The Sun, che Magnotta possa avere fatto altre vittime.

“Io leggo molto, è per questo che l’ho riconosciuto” ha raccontato Kadir Anlayisi, 42 anni, l’impiegato che ha riconosciuto Magnotta permettendo così di arrestarlo. Il dipendente ha anche aggiunto che si è ulteriormente insospettito perchè l’uomo ha chiesto in francese di poter accedere ad un computer. Dopo la chiamata alla polizia di Anlayisi, otto-nove agenti di polizia si sono precipitati nel cybercafè, nel quartiere multietnico di Neukoelln, ed hanno effettuato l’arresto. Magnotta non ha resistito all’arresto e ha confermato la sua identità. Domani comparirà davanti alla procura, competente per concedere l’estradizione.