Ancora morte in Nigeria. Una bomba è esplosa in una chiesa alla periferia di Bauchi, nord del paese, uccidendo almeno dodici persone. L’attentato non è ancora stato rivendicato, ma le chiese sono state quest’anno più volte l’obiettivo del gruppo islamico radicale Boko Haram. Secondo le prime informazioni si tratterebbe di un attacco kamikaze.  L’attacco è avvenuto nei locali della Harvest Field Church nell’area di Yeruwa. Nell’esplosione l’edificio religioso è rimasto gravemente danneggiato. Stando alla ricostruzione della polizia l’attentatore era a bordo di un’auto imbottita di esplosivo che si è scagliato contro la chiesa a Yalwa. Le forze di sicurezza hanno raccontato che la macchina ha forzato un posto di blocco.

Il 30 aprile era stato di quattro morti il bilancio di un altro attacco condotto contro i cristiani. A Maiduguri, nel nordest del paese, un gruppo di uomini armati aveva aperto il fuoco mentre un pastore si apprestava a impartire la comunione ai fedeli. “Quelli di Boko Haram erano in sei, sono arrivati in auto e hanno aperto il fuoco” aveva detto il portavoce della polizia della città. A Pasqua il paese africano era stato insaguinato da bombe e sparatorie, morti e feriti, disperazione e lacrime. Più di cinquanta le persone uccise. Gli attacchi degli integralisti islamici a Natale aveva fatto 44 morti e mentre a gennaio  sono stati 185 le persone uccise.

Il Papa aveva rivolto anche al paese africano il suo pensiero nel giorno di Pasqua: ”teatro di sanguinosi attacchi terroristici”.  L’auspicio di Benedetto XVI era che in questo paese segnato emergessero ”le energie necessarie per riprendere a costruire una società pacifica e rispettosa della libertà religiosa dei suoi cittadini”.