Per Grillo si tratta di un ‘inciucio’ tra Pd e Pdl per scavalcare il Movimento. Succede a Carrara, dove alle scorse amministrative i 5 Stelle sono diventati il primo partito di opposizione ma a cui il Pd, partito di maggioranza, ha negato il posto di vicepresidente del consiglio comunale. 

A maggio è stato riconfermato al primo turno per il secondo mandato Angelo Zubbani, socialista sostenuto da una coalizione di centrosinistra che vince al primo turno col 54,69% delle preferenze. Mentre il Pdl col suo capolista Lanmarco Laquidara incassa soltanto il 10,37%, superato col 14,08 % dei voti da Matteo Martinelli dei 5 Stelle. Alla prima seduta della nuova giunta il 1 giugno, all’ordine del giorno c’è l’elezione dei due vicepresidenti del consiglio, solitamente eletti tenendo conto del peso elettorale dei partiti più votati. Quindi uno va alla maggioranza e l’altro al primo partito di opposizione. Ma le cose non sono andate così.  

“Il Consiglio avrebbe dovuto, nel rispetto del voto espresso e quindi della volontà degli elettori, riconoscere il diritto alla prima forza politica di opposizione, il Movimento 5 Stelle, votata oltre 4500 cittadini, di occupare il ruolo di vicepresidenza come accade nella prassi comune, ma ciò a Carrara non è avvenuto”, spiega il Movimento 5 Stelle Carrara in una nota. Infatti “nonostante avessimo ribadito questo diritto al fine di rappresentare e interpretare al meglio la chiara indicazione degli elettori, indicando Martinelli per quel ruolo, a sorpresa alla terza votazione, i consiglieri della maggioranza, ben nove, con voto segreto hanno capovolto l’esito della prima votazione in cui Martinelli era davanti a Laquidara“. Una scelta della maggioranza che non ha tenuto conto della volontà popolare. “La domanda spontanea che ci facciamo – proseguono – è perché e a che prezzo una forza di opposizione minore sia riuscita a far prevalere la sua ragione su tutto calpestando quelli che dovrebbero essere i basilari principi di democrazia”. Da una parte, scrivono, “ne siamo lusingati perché ciò vuol dire che siamo considerati davvero una presenza scomoda e forse pericolosa; dall’altra ci fa riflettere sui possibili scenari futuri e sull’attaccamento ai valori delle poltrone piuttosto che non a quelli della democrazia che sono emersi”. Quel che emerge è chiaro: “A Carrara la maggioranza di centro sinistra ha scelto di schierarsi con il candidato del Pdl”. I 5 Stelle invitano poi tutti i cittadini alla partecipazione alla politica attiva, unico ‘antidoto’ per cambiare “i meccanismi radicati e basati sul ‘Do ut Des'”. 

A Carrara il Movimento 5 Stelle ha ottenuto risultati a due cifre e alle scorse amministrative è riuscito a conquistare ben quattro comuni, incluso Parma. La sua base elettorale si sta ampliando e, come riporta un sondaggio di Repubblica realizzato dell’Atlante Politico di Demos a livello nazionale si assesta al 16%, di poco sotto al Pdl. Per il 40% degli intervistati il suo successo è dovuto alla protesta contro i partiti e la delusione dei cittadini nei confronti della politica. Anche il 27% degli elettori 5 Stelle, continua Repubblica, condivide questa valutazione. Ma se sul territorio vincono e gli elettori sono convinti che possano amministrare le città,  7 persone su 10, di cui 4 dello stesso Movimento, non li ritengono in grado di governare su scala nazionale.