Ci sono voluti quasi tre anni, ma ieri finalmente è potuto cominciare il processo a carico del vice di Roberto Formigoni, il leghista Andrea Gibelli, vicepresidente della Regione Lombardia, imputato a Lodi per minacce e percosse alla moglie, Maria Giovanna Venturini. In un silenzio assordante, del mondo politico e dell’informazione, fino a 3 mesi fa Gibelli era riuscito a non ricevere la notifica del rinvio a giudizio indicando l’indirizzo di casa e non facendosi trovare. Paradosso dei paradossi, un vicepresidente di Regione risultava irreperibile!

Poi, il 18 febbraio la notifica è andata a buon fine. Il nuovo avvocato della signora Venturini, Franz Sarno aveva chiesto la notifica anche presso il Pirellone. Era ora. La denuncia della vittima risale all’autunno 2009. Contiene un referto del medico del pronto soccorso, 15 giorni di prognosi. Ci sono anche delle foto che ritraggono il viso della signora tumefatto. Per essere precisi quegli scatti, che abbbiamo potuto vedere, non fanno parte del referto medico perché la signora Venturini ha detto che gli ematomi sono venuti fuori diverse ore dopo. Ieri Gibelli, nonostante il ruolo istituzionale che ricopre ha ritenuto di non presentarsi in aula e quindi è stato dichiarato contumace.

La moglie (in via di separazione) si è costituita parte civile per aver subito “più azioni consecutive di un medesimo disegno criminoso…”. L’avvocato Ulivo Rinaldi, che difende il politico ha provato a farla estromettere ponendo un’eccezione procedurale sul cambio di avvocato, ma il giudice di pace, Roberta Succi l’ha respinta. Ha pure chiesto che il processo prosegua a porte chiuse. Su questo punto, che a mio parere violerebbe il diritto all’informazione per l’importante carica pubblica dell’imputato, il giudice si è riservato di decidere. Inoltre, il giudice ha chiesto l’articolo del Fatto che ha rivelato l’indagine e un post sul blog della giornalista Marina Terragni. La prossima udienza è fra molti mesi. I tagli alla giustizia hanno fatto sì che Succi, per esempio, non possa tenere più di un’udienza ogni 15 giorni. E così il prossimo appuntamento è per il 6 dicembre.